Tumore in gravidanza: il primo studio sulla salute dei bambini

   D-Repubblica, Salute Seno, Tiziana Moriconi, 27/11/2015

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La chemioterapia durante i mesi di gestazione non sembra incidere sulla salute dei nascituri, né sulle loro capacità cognitive. Lo studio su New England Journal of Medicine


Uno studio per le donne che scoprono di avere un tumore durante la gravidanza: i primi dati mostrano che la chemioterapia durante i mesi di gestazione non sembra incidere sulla salute dei nascituri, né sulle loro capacità cognitive. Si tratta di uno studio preliminare, ma comunque rassicurante per le donne incinte che scoprono oggi di avere un tumore. E suggerisce che l'inizio dei trattamenti può non essere rimandato.

La ricerca, pubblicata sul New England Journal of Medicine, è stata condotta da Frédéric Amant, oncologo e ginecologo dell'ospedale universitario di Lovanio (in Belgio), insieme a molti ricercatori, tra cui due italiani. Si tratta infatti di uno studio multicentrico, che ha coinvolto 129 bambini in Belgio, Paese Bassi, Italia e Repubblica Ceca.

Le mamme sono state contattate attraverso il registro dell'International Network on Cancer, Infertility and Pregnancy. I tumori più frequenti di cui si erano ammalate durante la gravidanza sono carcinoma mammario, leucemie e linfomi. Le donne erano state registrate al momento della loro diagnosi, tra il 2001 e il 2014. Tutti i bambini sono stati visitati nei primi tre anni di età, tra il 2005 e il 2015, e i loro stato cardiologico e cognitivo è stato comparato a quello di 125 bambini delle stesse età, nati da donne che non avevano avuto una diagnosi di tumore durante la gravidanza (gruppo di controllo).

I tipi di trattamento. Dei 129 bambini considerati nello studio, 89 (69%) sono stati esposti alla chemioterapia (di vario tipo) prima della nascita, 7 (5,4%) sia alla chemioterapia che alla radioterapia, 4 (3,1%) alla sola radioterapia, uno (0,7%) al trastuzumab (un anticorpo monoclonale), un altro (0,7%) all'interferone beta, 13 (10,1%) alla sola chirurgia; Invece 14 (10,9%) non sono stati esposti ad alcun farmaco o trattamento.

I risultati. Il peso alla nascita è risultato essere sotto il decimo percentile in 28 bambini esposti ai trattamenti nel periodo prenatale e in 19 dei bambini del gruppo di controllo. Non sono state rilevate differenze per quanto riguarda la salute cardiologica (le analisi – elettrocardiogramma ed ecocardiogramma – sono state svolte su 27 bambini di 3 anni esposti ai farmaci chemioterapici), né per lo sviluppo cognitivo, indipendentemente dal numero di cicli di chemioterapia – che sono stati da 1 a 10. Risultati inferiori nei test cognitivi sembrano invece essere correlati alla nascita prematura.

Le donne con una diagnosi di tumore in gravidanza hanno avuto più frequentemente parti prematuri, con una media di 36 settimane di gestazione, e il 61% delle donne dello studio ha partorito prima della 37esima settimana (contro l'8% della popolazione generale).

“Nella maggior parte dei casi, questi bambini sono nati prematuramente per decisione dei medici,che hanno indotto il parto per permettere alle madri di continuare i trattamenti. In altri casi, invece, il parto prematuro è stato naturale, ed è possibile che i farmaci abbiano giocato un ruolo”, ha spiegato Amant.

I limiti della ricerca. Amant e colleghi hanno incluso nel loro studio donne trattate con molti tipi diversi di chemioterapia, ma non per questo sono in grado di garantire che tutti i farmaci chemioterapici siano sicuri per la salute del bambino. “Abbiamo bisogno di un numero molto più grande di casi per ogni singolo farmaco, per poter documentare i potenziali effetti di ciascuno. Inoltre, non possiamo automaticamente estendere questi risultati ai farmaci più recenti, compresi quelli biologici a bersaglio molecolari. Infine, abbiamo bisogno di follow up più lunghi per escludere un qualche effetto tossico a lungo termine. Per questi motivi continueremo a seguire i bambini fino ai 18 anni e a includerne di nuovi nello studio. Questo ci permetterà di ottenere risultati più precisi per specifici trattamenti”.