La lotta al cancro passa per i dati

   D-Repubblica, Daniele Pirozzi, 17/12/2015

È italiano il più grande database open access che incrocia le informazioni sulle caratteristiche genetiche dei tumori e la loro sensibilità ai farmaci. Alla ricerca di trattamenti più efficaci e personalizzati


Testare i farmaci, sì. Ma in maniera virtuale. E cioè incrociando migliaia e migliaia di dati, per scoprire quale vecchia o nuova molecola sia più efficace contro quel certo tipo di tumore.

In teoria, ovvio, perché poi tutto deve essere testato in laboratorio. Ma mettere ordine in una mole immensa di informazioni preziosissime e altrimenti inutilizzabili è un ottimo modo per cominciare, e può aprire nuove strade alla lotta al cancro.

È con questo spirito e con questo obiettivo che è nato il progetto, tutto italiano, Mutation and Drug Portal (MDP): il più grande database ad accesso libero, a disposizione della comunità medico-scientifica internazionale, che aiuterà a capire quali farmaci hanno maggiore probabilità di essere efficaci per ogni specifico tipo di tumore.

Di cosa si tratta? Nato dalla collaborazione tra le università di Trieste e di Modena e Reggio Emilia (Unimore) e il Laboratorio Nazionale Cib di AREA Science Park di Trieste, MDP è uno strumento che serve a fare previsioni sull’associazione tra le mutazioni genetiche presenti in un dato tumore e la sua sensibilità ai farmaci.

Le mutazioni sono infatti aspetti caratteristici delle cellule tumorali. Non solo ne possono determinare il comportamento maligno, ma anche la sensibilità o meno ai trattamenti. Identificare i tratti genetici responsabili della resistenza o della suscettibilità a un farmaco permette quindi di sviluppare strategie terapeutiche migliori, più precise ed efficaci.

Come funziona MDP? Nello specifico, MDP permette di svolgere una ricerca a due vie: “dai geni al medicinale, e dal medicinale ai geni”. Nel primo caso è possibile partire dalle mutazioni presenti in un tumore e capire quali farmaci (su oltre cinquanta mila composti elencati nel database) si siano dimostrati efficaci in altri tumori con mutazioni identiche o simili. Nel secondo caso, invece, inserendo il nome di un farmaco, si riesce a identificare per quali mutazioni genetiche si sia già dimostrato efficace. In questo modo sarà possibile non solo predire l'efficacia di un farmaco ma anche ideare nuove terapie basate su composti già esistenti e utilizzati finora per neoplasie diverse. Tutti i dettagli sulle funzioni del portale sono pubblicati sulla rivista scientifica internazionale Oncotarget.

Alla base del progetto. In questi anni, si sono susseguiti numerosi progetti internazionali impegnati a catalogare sia le diverse alterazioni genetiche dei tumori sia l'efficacia dei farmaci chemioterapici. Il tutto ha portato a una moltitudine di dati che rischiavano, però, di rimanere inutilizzati a causa della difficoltà nell'integrarli e interpretarli: come avere pagine e pagine contenenti le combinazioni di migliaia di casseforti, ma in ordine sparso e mischiate tra loro.

Il team di ricercatori italiani, guidato da Silvio Bicciato di Unimore e da Giannino Del Sal dell'Università di Trieste e LNCib, ha creato un sistema capace di incrociare le informazioni presenti nei due database internazionali più completi per quanto riguarda i dati genomici e farmacologici (CCLE e NCI60), riuscendo in questo modo ad assegnare a ogni specifico tipo di cassaforte (un tumore con le sue alterazioni genetiche) la combinazione corretta (uno o più farmaci).

Una nuova combinazione per il cancro al seno. MDP ha dimostrato fin da subito di poter portare un prezioso contributo alla ricerca oncologica. Lo scorso anno Del Sal e il suo team avevano osservato come le statine, i noti farmaci anti-colesterolo, possano contrastare alcune forme aggressive di cancro al seno. Queste, infatti, bloccando la via metabolica che sintetizza il colesterolo, interrompono anche la produzione di alcune molecole che mantengono attive e senza freni due fattori (YAP/TAZ) in grado di rendere le cellule neoplastiche più aggressive, resistenti alla chemioterapia e capaci di metastatizzare.

Ma è proprio interrogando il nuovo database che Del Sal e Bicciato hanno scoperto, e verificato successivamente in laboratorio, che la combinazione tra le statine e il farmaco antitumorale dasatinib (utilizzato in alcuni casi di leucemia) sembra poter contrastare ancora più efficacemente i due fattori YAP/TAZ. L'intenzione dei ricercatori è ora quella di avviare una sperimentazione clinica.

I prossimi passi. Il portale è online da pochi mesi. Secondo gli ideatori, il suo utilizzo permetterà di definire terapie sempre più mirate e personalizzate, e portare alla scoperta di nuovi farmaci. Inoltre, permetterà anche di studiare più in profondità sia il funzionamento di farmaci di cui si conosce l'efficacia ma non il meccanismo d'azione, sia le alterazioni che caratterizzano i diversi tipi di cancro.

Riferimento: Taccioli, C., Sorrentino, G., Zannini, A., Caroli, J., Beneventano, D., Anderlucci, L., Lolli, M., Bicciato, S., & Del Sal, G. (2015). MDP, a database linking drug response data to genomic information, identifies dasatinib and statins as a combinatorial strategy to inhibit YAP/TAZ in cancer cells. Oncotarget, 6(36), 38854-38865.