Nuovi studi su paclitaxel in nanoparticelle nel cancro al seno

   HealthDesk, 16/12/2015

FARMACI

Celgene comunica che diversi studi presentati in occasione del recente San Antonio Breast Cancer Symposium hanno segnalato l’impiego sperimentale di paclitaxel legato all’albumina in nanoparticelle per sospensione iniettabile come terapia neoadiuvante in pazienti ad alto rischio con carcinoma mammario allo stadio iniziale e in associazione a platino in pazienti con carcinoma mammario triplo negativo. Alcuni studi valuteranno inoltre paclitaxel come potenziale farmaco “backbone” in associazione a nuovi agenti immuno-oncologici.
«Gli studi presentati quest’anno al San Antonio Breast Cancer Symposium indicano la necessità di proseguire la ricerca sul taxano in combinazione con altri agenti nel trattamento del carcinoma mammario triplo negativo sia nella malattia allo stadio iniziale che metastatica» ha detto Jacqualyn A. Fouse, presidente della Divisione di Oncoematologia di Celgene. «Gli sforzi profusi nella ricerca in questo ambito – ha aggiunto - sottolineano il nostro incessante impegno a supporto di quei pazienti che dispongono di un numero limitato di nuove opzioni terapeutiche».
Negli Stati Uniti il farmaco è indicato per il trattamento del carcinoma mammario in pazienti che abbiano fallito una chemioterapia combinata per la malattia metastatica o recidivato entro sei mesi dalla chemioterapia adiuvante. La terapia precedente deve aver incluso un’antraciclina, se non clinicamente controindicato. Nei Paesi su cui ha competenza la Commissione europea, invece, il farmaco è stato approvato nel gennaio 2008 in monoterapia per il trattamento del carcinoma mammario metastatico in pazienti adulte che abbiano fallito il trattamento di prima linea per la malattia metastatica e per le quali è controindicata la terapia standard contenente antraciclina.