Tumore al seno metastatico: al via un nuovo studio in Italia

   D-Repubblica, 14/12/2015

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Al via un grande studio clinico multicentrico per le donne con il tumore al seno “triplo negativo” che sviluppano una metastasi. Il farmaco si chiama reparixin e mira a colpire le staminali del cancro


Parte, anche in Italia, un nuovo studio clinico per le pazienti con un tumore al seno triplo negativo metastatiche: si testerà una nuova strategia basata sul farmaco reparixin, che mira a colpire le cellule staminali del cancro (CSC). Queste cellule sono una sorta di “riserva” inattaccabile del tumore e sembrano essere le responsabili della ripresa della malattia. Si apre così una possibile opzione terapeutica per questa particolare forma di carcinoma del seno che rappresenta circa il 15% dei casi, ma che è spesso più aggressiva delle altre e che viene attualmente trattata con la sola chemioterapia, perché non esistono ancora farmaci mirati.

Ai blocchi di partenza. L'annuncio arriva dal San Antonio Breast Cancer Symposium, uno dei più importanti appuntamenti annuali per la ricerca sul tumore al seno, che si è tenuto la scorsa settimana in Texas. Lo studio si chiama fRida ed è un trial multicentrico di Fase II che vedrà la collaborazione di 65 centri in 7 paesi: 11 in Italia, coordinati da Paolo Pedrazzoli, Direttore Struttura Complessa Oncologia della Fondazione IRCCS Policlinico S. Matteo di Pavia.

I risultati raggiunti finora. Di reparixin avevamo già parlato lo scorso anno, quando erano stati presentati i risultati dello studio di Fase I, che ne aveva valutate la sicurezza e la tollerabilità. Sviluppata dalla ricerca del Gruppo Dompé©, azienda farmaceutica italiana, questa molecola rappresenta il primo trattamento specifico contro le cellule staminali tumorali attualmente in sviluppo. Non si tratta di un farmaco nuovo alla ricerca: ha una lunga storia (è stato sviluppato 10 anni fa nei laboratori de L'Aquila), ma è la prima volta che viene sperimentato come antitumorale nel cancro al seno.

Come agisce reparixin? Questo farmaco non “attacca” direttamente le cellule staminali del cancro, ma interferisce con il microambiente in cui queste si sviluppano: precisamente sui mediatori dell'infiammazione, e in particolare sull'interleuchina-8. Sembra infatti che alti livelli di questa citochina siano associati alla comparsa di metastasi del tumore mammario.

Il nuovo studio fRida. La nuova strategia terapeutica combina reparixin con un chemioterapico, paclitaxel: il primo mira a frenare la replicazione e la differenziazione delle cellule staminali del cancro, mentre il secondo mira a distruggere le metastasi che si sono già sviluppate.

Lo schema dello studio fRida prevede il reclutamento di pazienti con tumore mammario triplo negativo metastatico (alla prima comparsa di metastasi o già metastatico alla prima diagnosi, dove per metastasi non si intendono le cellule tumorali spesso presenti nei linfonodi ascellari). Le donne saranno divise in due gruppi: in caso riceveranno paclitaxel (80 mg/m2), a cadenza settimanale per due settimane (tre somministrazioni) e reparixin, nell’altro caso al chemioterapico sarà associato un placebo. Dopo 1 settimana di stop, la terapia d’associazione verrà ripresa all’inizio della quinta settimana. L’andamento della malattia verrà valutato ogni 8 settimane. Dopo il termine del trattamento, le pazienti saranno seguite per 12 mesi.

In Italia. Al Policlinico S. Matteo di Pavia lo studio è appena partito e in questi primi mesi i ricercatori contano di arruolare almeno 5-6 pazienti. Ancora non si conosce l'elenco degli altri centri coinvolti (Salute Seno aggiornerà questo articolo con le prossime notizie).

“Reparixin è un farmaco importante e con un meccanismo di azione completamente diverso da quello degli altri” spiega Pedrazzoli: “Si è scelto di testarlo sul tumore triplo negativo per due motivi: perché tra i tumori al seno è il più aggressivo, e perché è l'unico che viene ancora trattato con la sola chemioterapia, mentre gli altri tipi di tumore al seno possono beneficiare di farmaci biologici e anti-ormonali”.

“L’auspicio – conclude Eugenio Aringhieri, Chief Executive Officer Dompé – è che i risultati dello studio fRida possano rappresentare un passo avanti significativo nella lotta al tumore mammario triplo negativo metastatico”.

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