Uno studio per attaccare le staminali del cancro

   HealthDesk, 10/12/2015

RICERCA

Agire direttamente sul microambiente in cui proliferano le cellule staminali del tumore, con l’obiettivo di frenarne la replicazione e differenziazione: è su questo meccanismo che punta lo studio fRida, trial multicentrico di Fase II realizzato con la collaborazione di 65 centri in sette Paesi, che si propone di valutare l’efficacia e la sicurezza di reparixin, prodotto della biofarmaceutica italiana Dompè, in associazione alla chemioterapia nei tumori metastatici. La ricerca è stata presentata al San Antonio Breast Cancer Symposium, in corso negli Stati Uniti. Si tratta, sostiene l'azienda, di una nuova strada per il trattamento del 15% dei casi di cancro della mammella, quello “triplo negativo”. «Sappiamo che le cellule staminali del cancro hanno la capacità di rinnovarsi nel tempo, dando luogo a recidive e facilitando l’insorgenza di metastasi» spiega Paolo Pedrazzoli, direttore dell'Oncologia del Policlinico S. Matteo di Pavia. «Purtroppo queste cellule risultano difficilmente attaccabili con la classica chemioterapia – prosegue - e quindi ci troviamo di fronte a un bisogno terapeutico non ancora soddisfatto per molte pazienti. La prospettiva è che agendo con reparixin su un nuovo target, ovvero il microambiente in cui si sviluppano le cellule staminali tumorali, si possa giungere a una nuova opzione terapeutica». Questo studio è «una tappa fondamentale nello sviluppo di reparixin» dice Eugenio Aringhieri, Chief Executive Officer Dompé, una molecola che «potrebbe offrire una risposta alle pazienti che oggi si trovano ad affrontare questa malattia senza disporre di un trattamento mirato. L’auspicio – conclude - è che i risultati dello studio fRida possano rappresentare un passo avanti significativo nella lotta al tumore mammario triplo negativo metastatico».