In aumento le persone che hanno cronicizzato il tumore

   www.healthdesk.it, Anselmo Terminelli, 01/12/2018

SCENARI
Lo rileva il Report Health Search 2018 promosso dall’Istituto di ricerca SIMG


Raddoppiato il carico di lavoro dei medici di famiglia tra il 2006 e il 2016. Le visite sono passate da 5,5 all'anno a 9,9
Negli ultimi dieci anni è aumentato in modo significativo il numero delle persone che hanno cronicizzato il tumore e attualmente sono in carico ai medici di medicina generale. Lo rileva la nuova edizione del XI Report Health Search 2018, promosso dall’Istituto di ricerca della Società italiana di medicina generale (Simg) e presentato al congresso della società scientifica (a Firenze dal 29 novembre all'1 dicembre).
Il rapporto ha convolto 863 medici di famiglia che assistono una popolazione di 1.065.065 pazienti adulti. Questa distribuzione per sesso e fasce d’età della popolazione, si legge ne rapporto Health Search, risulta sovrapponibile alla popolazione generale stimata dall’Istat.

Raddoppiato il carico di lavoro dei medici, come rileva il rapporto, che evidenza anche un incremento, a volte sostanziale, per alcune patologie croniche con un elevato impatto sociale in carico alla medicina generale. Dati questi molto attendibili in quanto, diversamente dagli studi epidemiologici basati su specifiche raccolte dati e da quelli che impiegano flussi sanitari di carattere amministrativo come le schede di dimissione ospedaliera (Sdo), i dati contenuti nel database Health Search – viene spiegato nel rapporto - consentono di mappare le patologie croniche in maniera completa e continuativa.

Ma vediamo in sintesi i contenuti del rapporto.
Carico di lavoro dei medici. Per i medici di famiglia è stato un incremento graduale e costante, con un raddoppio tra il 2006 e il 2016 (da 5,5 contatti/anno a 9,9). Il numero medio di contatti annuali registrati nel 2016, stratificato per fasce di età e sesso, cresce all’aumentare dell’età dei pazienti in entrambi i sessi, fino a raggiungere 23,9 contatti per gli uomini ultra 85enni e 22,4 contatti per le donne della stessa fascia d’età.

Ambulatorio. Nel decennio 2006-2016 la maggior parte dei contatti medico paziente è rappresentata dalle visite di tipo “ambulatoriale” seguite dalla “richiesta di farmaci e prestazioni”. Il peso delle visite ambulatoriali sul totale dei contatti medico-pazienti è diminuito progressivamente negli ultimi anni, calando dal 74% del 2011 al 54% del 2016.

Richiesta di farmaci. È aumentata considerevolmente dal 17% del 2011 al 37% del 2016.

Visite domiciliari. Le visite domiciliari, così come le telefonate al paziente o altri tipi di prestazioni (per esempio la consultazione di cartelle cliniche) rappresentano una percentuale più bassa del carico di lavoro complessivo del medico di famiglia in tutti gli anni considerati.

Le malattie a maggior impatto sociale
Ipertensione arteriosa. Prevalenza: 28,1%. Trend crescente 2006–2016: dal 21,0% al 28,1%. Maggiore prevalenza in alcune regioni del Sud, in particolare Campania (30,8%), Calabria (30,1%) e Sicilia (29,6%), nonché in alcune del Nord, come Liguria (29,9%) ed Emilia Romagna (29,3%).

Ictus ischemico: 4,3%. In netta crescita, andando dal 2,1% nel 2006 al 4,3% nel 2016. Alcune regioni del Centro-Nord presentano stime più alte di ictus ischemico, in particolare la Valle d’Aosta (10,7%), l’Emilia Romagna (5,9%), il Veneto (5,5%), la Liguria (4,9%) e il Trentino Alto Adige (4,7%).

Malattie ischemiche del cuore: 4,2%. Leggera crescita: dal 3,4% del 2006 al 4,2% del 2016. Presenti differenze tra le diverse regioni, con valori più elevati in Campania (6,1%), Sicilia (4,9%), Emilia Romagna (4,5%), Calabria (4,5%) e Lazio (4,2%).

Scompenso cardiaco congestizio: 1,3%. Lievemente in crescita: da 0,9% del 2006 all’1,3% del 2016. Valori più elevati in diverse regioni del Nord, in particolare, Emilia Romagna e Toscana (1,7% ciascuna), Friuli Venezia Giulia e Liguria (1,6% ciascuna).

Diabete mellito di tipo 2: 7,4%. Trend crescente: dal 5,5% del 2006 al 7,4% del 2016. Gradiente geografico, con un aumento progressivo delle stime andando dal Nord verso il Sud. Le regioni a più alta prevalenza sono risultate la Calabria (9,5%) e la Sicilia (9,0%).

Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco): 3,0%. Trend crescente: dal 2,3% del 2006 al 3,0% del 2016. Valori più elevati nel Sud. La regione con la prevalenza più elevata è risultata la Campania (4,2%), seguita da Basilicata (3,9%) e da Puglia e Abruzzo (3,8% ciascuna).

Asma bronchiale: 7,6%. Netta crescita tra il 2006 (3,6%) e il 2016 (7,6%). Elevata variabilità geografica nelle stime di prevalenza: la regione con la prevalenza più elevata è risultata la Campania (14,3%), seguita da Abruzzo e Molise (8,2%), Sicilia (8,0%) e Liguria (7,9%).

Depressione: 5,8%. Trend crescente: dal 3,4% del 2006 al 5,8% del 2016. Si riscontra un gradiente geografico con stime più alte nel Centro-Nord, rispetto al Sud, a eccezione della Campania. Le regioni con le prevalenze più elevate sono state: Emilia Romagna (8,0%), Campania (7,8%), Liguria (7,5%) Toscana (7,4%) e Umbria 6,6%).

Demenza: 2,9%. Trend crescente: dall’1,2% del 2006 al 2,9% del 2016. Maggiore prevalenza in alcune regioni del Centro, quali Emilia-Romagna (4,5%), Umbria (3,7%), Abruzzo e Molise (3,6% ciascuna), nonché Marche (3,3%).

Ipertrofia prostatica benigna (Ipb): 14,7% della popolazione maschile. Trend crescente: dal 9,2% del 2006 al 14,7% del 2016. Si evidenzia un gradiente geografico sia andando da Nord a Sud (valori più elevati al Sud), sia procedendo da Est a Ovest (valori più elevati a Ovest).

Malattia da reflusso gastroesofageo (Mrge): 18,0%. Trend in forte crescita, in particolare a partire dal 2009. Nel complesso l’aumento è stato dal 6,2% del 2006 al 18,0% del 2016. Maggiore prevalenza al Centro-Sud, comprese le isole, rispetto al Nord. La regione con la prevalenza più elevata è risultata la Sicilia (25,3%), seguita da Campania (24,2%) e Sardegna (23,2%).

Osteoartrosi: 17,1%. Trend in crescita dal 2006 (13,7%) al 2016 (17,1%). Valori più elevati tra le regioni del Sud rispetto a quelli del Nord, con le sole eccezioni di Emilia Romagna, Liguria e Valle d’Aosta che presentano stime paragonabili alle regioni del Sud. La regione con la più alta prevalenza nel 2016 è stata la Campania (27,8%).


I tumori
Nel prapporto la prevalenza di tumori è stata stimata calcolando il numero di persone che si sono ammalate di tumore, ne sono sopravvissute e sono in carico ai medici di famiglia.

Tumore dello stomaco: 1,2‰. Moderatamente crescente dal 2006 (0,9‰) al 2016 (1,2‰). Le regioni con le stime di prevalenza più elevate sono quelle del Centro, in particolare Marche (2,4‰) Umbria, Abruzzo e Toscana (1,5‰ ciascuna; tra le regioni del Nord la prevalenza più elevata si registra in Lombardia (1,5‰).

Tumore del colon-retto: 6,6‰. Trend in crescita dal 2006 al 2016: da 4,6‰ a 6,6‰. Le regioni del Centro e del Nord Italia presentano stime di prevalenza nettamente più elevata, mentre il Sud appare l’area geografica a prevalenza più bassa. Le regioni con le più alte prevalenze sono risultate Valle d’Aosta (9,5‰), Liguria (8,7‰), Marche e Toscana (8,3‰ ciascuna) e Umbria (8,2‰).

Tumore ai polmoni: 1,8‰. Lieve crescita: dall’1,3‰ del 2006 fino all’1,8‰ del 2016. Le regioni a maggior prevalenza risultano Lazio (2,6‰), Emilia Romagna (2,3‰), Liguria (2,2‰) e Sardegna (2,0‰).

Melanoma maligno: 3,3‰. Crescita sensibile: dall’1,7‰ del 2006 fino al 3,3‰ del 2016. Stime maggiori al Nord e al Centro. Le regioni con la prevalenza più elevata sono state: Valle d’Aosta (7,1‰), Campania (5,5‰), Friuli Venezia Giulia (4,9‰), Marche (4,4‰) e Liguria (4,3‰).

Tumore della mammella: 12,2‰. Trend crescente che per le donne varia dal 16,4‰ del 2006 al 23,3‰ del 2016. La prevalenza nel sesso maschile rimane pressoché costante in tutti gli anni, con valori pari allo 0,2‰. Gradiente geografico, con prevalenze più elevate al Centro Nord. Le regioni con le stime più elevate sono risultate Emilia Romagna (16,1‰), Valle d’Aosta (16,6‰), Friuli Venezia Giulia (15,6‰) e Liguria (15,4‰).

Tumore della prostata: 11,8‰ della popolazione maschile. Trend in forte e costante crescita: da 8,5‰ del 2006 a 11,8‰ del 2016. Stime maggiori nel Nord. La regione con la prevalenza più elevata è stata la Valle d’Aosta (37,2‰), seguita da Friuli Venezia Giulia (16,2‰), Emilia Romagna (15,7‰), Liguria (15,1‰) e Trentino (14,9‰).

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