NEWSLETTER DEL 15 DICEMBRE 2009
- Auguri
- Istituzione del registro delle protesi mammarie e divieto di impianto a minori di 18 anni: avviato l’esame del disegno di legge al consiglio dei ministri
- Uomini e body building, attenzione al seno che «cresce»
- Nuovo Patto per la salute per gli anni 2010-2012
- Rapporto Ministero Salute, nel 2010 1,9 mln di italiani con diagnosi di cancro
- La Relazione sullo Stato Sanitario del Paese 2007/2008
- Passi avanti nella comprensione dei meccanismi responsabili della formazione di metastasi del carcinoma mammario
- Istituzione del Ministero della Salute
- Il benessere spirituale nel paziente oncologico: risorsa indispensabile per affrontare la malattia
- Vaccino anti-cancro: dischi grandi un’unghia per eliminare il tumore
- 2010: come cambierà la farmacia italiana
- I tumori in Italia - Rapporto AIRTUM 2009
- Tumori, scoperta la chiave dell’efficacia del più importante farmaco chemioterapico oggi in uso

Cari auguri di Buon Natale e
Felice Anno Nuovo
Prof.Francesco Maria Fazio
D.ssa Ewelina Kalemba
A.N.D.O.S. onlus Nazionale
Istituzione del registro delle protesi mammarie e divieto di impianto a minori di 18 anni: avviato l'esame del disegno di legge al consiglio dei ministri
(Salute Europa, 14/12/2009)
E’ stato avviato al Consiglio dei Ministri l’esame del DDL relativo all’istituzione del Registro delle protesi mammarie e al divieto d’impianto ai minori di 18 anni.
In proposito il Sottosegretario alla Salute On.le Francesca Martini ha dichiarato:
“Esprimo grande soddisfazione per un provvedimento che ritengo fondamentale a tutela della salute di tutte le donne che accedono ad un intervento di protesi mammaria, anche per puro motivo estetico, e non potevano essere lasciate nell’attuale Far West.
L’istituzione del Registro prevista dal DDL interverrà fornendo un protocollo che coinvolge la piena tracciabilità dell’intervento, delle protesi utilizzate e del follow-up della paziente. Permetterà, inoltre, di proseguire nelle attività di screening per la diagnosi precoce del tumore al seno con consapevolezza rispetto al numero delle donne impiantate in Italia, nel rispetto della loro privacy.
Sottolineo, inoltre, l’importanza del divieto di impianto a fini estetici per le minori di 18 anni prevista dal provvedimento. Questa norma rappresenterà uno “stop” a tutela delle adolescenti al dilagare di una inconsapevolezza diffusa che rasenta l’incoscienza rispetto all’accesso ad interventi di protesi mammarie che comportano rischio clinico e che non possono diventare fattore di moda o di costume. Va inoltre evidenziata la fondamentale importanza, sempre e comunque, di un reale consenso che coinvolga la piena informazione della paziente relativamente all’intervento, ai materiali e alle tecniche utilizzate, al decorso clinico, nonché ai potenziali fattori di rischio”.
Uomini e body building, attenzione al seno che «cresce»
Integratori e steroidi anabolizzanti per sviluppare i pettorali possono favorire anche la ginecomastia e i tumori di mammella e prostata
(Sportello Cancro, Vera Martinella, 14 dicembre 2009)
MILANO - Sono sempre più numerosi gli uomini che sviluppano noduli non-cancerosi al petto causati dall’assunzione di integratori per potenziare la muscolatura. La crescita anomala del seno nell’uomo (la cosiddetta ginecomastia) non è pericolosa, ma normalmente si osserva nei maschi adolescenti o nelle persone che assumono specifici farmaci, come i gastroprotettori o quelli prescritti nelle cure ormonali anticancro. Negli adulti sani, queste crescite potrebbero invece essere il segnale di qualche malattia più seria, come il tumore ai testicoli. O come quello al seno, che seppure molto raramente, può colpire anche gli uomini.
GINECOMASTIA, LE CAUSE - Le ragioni che possono portare ad un aumento di volume della mammella nell’uomo sono diverse: dall’eccesso localizzato di grasso ai problemi ormonali o cromosomici, dall’obesità ai disturbi del metabolismo del testosterone. Recentemente, però, un medico inglese ha fatto notare che il numero di uomini con i noduli al petto è enormemente aumentato negli ultimi anni: da circa un caso a settimana a quasi uno al giorno, nella sua esperienza. «Credo che ciò sia dovuto alla crescente attenzione che gli uomini dedicano alla al proprio aspetto fisico - dice il chirurgo che ha lanciato l’allarme, Nader Khonji del Singleton Hospital in Gran Bretagna -. Si allenano a volte in maniera estenuante e assumono integratori e steroidi anabolizzanti. Soprattutto gli sportivi più “accaniti” e gli appassionati di body building lo fanno per accrescere la massa muscolare».
IL CASO – L’uso di sostanze farmacologiche al fine di aumentare la forza ed il tono muscolare è andato progressivamente crescendo nella pratica di varie discipline sportive, ma gli effetti collaterali o le reazioni allergiche causati dall’uso degli steroidi anabolizzanti sono molto seri. Possono essere psichici (euforia spesso abbinata a irascibilità) o fisici, come nel caso di Michael Thomas, 21 anni di Swansea, al quale è stato asportato un nodulo benigno. «Aveva preso la creatina – racconta Khonji -, un supplemento del tutto legale. Poi il ragazzo ha notato un gonfiore sospetto nel torace che continuava a ingrandirsi e ha deciso di farsi visitare dal medico, che lo ha sottoposto prontamente a una biopsia».
TUMORE MAMMARIO, CONSIGLI PER LUI - «Il carcinoma mammario maschile è una malattia rara e poco conosciuta – spiega Stefano Zurrida, Condirettore della Divisione di Senologia all’Istituto Europeo di oncologia di Milano – che viene trattata allo stesso modo di quella femminile. E che, se diagnosticata per tempo, offre ottime prospettive di guarigione». Il problema è che spesso negli uomini la massa anomala nel petto viene «fraintesa», non identificata come una lesione sospetta e trascurata per lunghi periodi. In Italia i casi di tumore alla mammella nei maschi rappresentano solo l’1 per cento circa sul totale e sono circa tremila le nuove diagnosi ogni anno. «Come per le donne, l’auto-palpazione è fondamentale – consiglia Zurrida -. E se ci sono dei noduli sospetti, se si notano protuberanze anomale o la presenza di ginecomastia in un soggetto adulto è bene rivolgersi subito a uno specialista, per una mammografia, con eventuale biopsia ed esame istologico nei casi dubbi. Solo se il tumore viene scoperto in fase precoce, infatti, è possibile asportarlo con un intervento chirurgico conservativo che risparmi il capezzolo e l’areola, salvaguardando almeno in parte l’estetica».
IN AUMENTO ANCHE IN ITALIA? – Impossibile sapere, per ora, se i casi di ginecomastia siano in crescita nel nostro Paese, perché non esiste un registro nazionale che tenga il conto. «Si può però dire – aggiunge l’esperto – che c’è un incremento dei fattori di rischio, legato ad esempio all’assunzione di estrogeni che notoriamente favoriscono lo sviluppo di una neoplasia mammaria». Anche per questo è bene limitare il consumo di integratori e steroidi anabolizzanti, che possono favorire il rischio di infertilità e la crescita del carcinoma della prostata e della mammella. Ci sono poi pericoli per il fegato, che è l’organi deputato al loro metabolismo, e possibili effetti indesiderati sull’apparato cardio-vascolare.
Nuovo Patto per la salute per gli anni 2010-2012
(Notizie dal Governo, Anno X, n°45 del 8 dicembre 2009)
Presentazione
Nella seduta del 3 dicembre 2009 è stato siglato tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano il Nuovo Patto per la Salute 2010–2012, che dovrà poi confluire in Finanziaria. Il Patto per la Salute è un accordo finanziario e programmatico tra il Governo e le Regioni, di valenza triennale, in merito alla spesa e alla programmazione del Servizio SanitarioNazionale, finalizzato a migliorare la qualità dei servizi, a promuovere l'appropriatezza delle prestazioni e a garantire l'unitarietà del sistema.
Sono appunto le regioni ad avere il compito di assicurare l’equilibrio economico finanziario della gestione sanitaria, in condizioni di efficienza ed appropriatezza. Da parte sua, lo Stato si impegna ad assicurare 104.614 milioni di euro per l’anno 2010 e 106.934 milioni di euro per l’anno 2011, un incremento del 2,8%; per l’anno 2012.
Per quanto attiene alle esigenze di adeguamento strutturale e tecnologico del SSN si è convenuto sull’opportunità di ampliare lo spazio di programmabilità degli interventi previsti nel programma straordinario di investimenti di edilizia sanitaria, elevandolo dagli attuali 23 miliardi di euro, a 24 miliardi di euro, e sulla possibilità di utilizzare, per gli interventi di edilizia sanitaria, anche le risorse FAS di competenza regionale.
Governo e Regioni convengono che settori strategici in cui operare al fine di qualificare i servizi sanitari regionali e garantire maggiore soddisfacimento dei bisogni dei cittadini ed al tempo stesso un maggior controllo della spesa sono: - riorganizzazione delle reti regionali di assistenza ospedaliera; - assistenza farmaceutica; - governo del personale; - qualificazione dell’assistenza specialistica; - meccanismi di regolazione del mercato e del rapporto pubblico privato; - accordi sulla mobilità interregionale; - assistenza territoriale e post acuta; - potenziamento dei procedimenti amministrativo contabili; - rilancio delle attività di prevenzione.
Quanto agli Organismi di monitoraggio, da una parte sono confermate le funzioni del Tavolo di verifica degli adempimenti e del Comitato permanente per la verifica dei Livelli essenziali di assistenza, dall’altra è istituita la Struttura di monitoraggio paritetica, composta da: sei rappresentanti del Ministero dell’economia e delle finanze, del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e del Dipartimento per gli Affari regionali; sei rappresentanti delle regioni (tre di competenza economica e tre di competenza sanitaria); un rappresentante della Segreteria della Conferenza delle Regioni e Province autonome ed un rappresentante della Segreteria della Conferenza Stato-Regioni.
Tale Struttura, il cui Presidente è scelto d’intesa fra lo Stato e le Regioni, si avvale del supporto dell’AGENAS e dell’AIFA, e provvede all’aggiornamento degli strumenti di valutazione e monitoraggio, da sottoporre all’approvazione della Conferenza Stato Regioni.
Circa l’assistenza farmaceutica e i dispositivi medici, Governo e Regioni si impegnano a costituire un apposito tavolo che formuli una organica proposta entro 30 giorni, sulla base dei seguenti principi:
a) definizione di modalità e strumenti per il governo dell’assistenza farmaceutica ospedaliera;
b) garanzia - da parte dell’AIFA – di mettere a disposizione delle Regioni dati analitici sui consumi farmaceutici;
c) revisione dell’attuale disciplina del ricorso ai farmaci “off label";
d) monitoraggio della spesa farmaceutica, al fine di formulare proposte per assicurare il rispetto dei tetti programmati.
Al fine di promuovere una più adeguata distribuzione delle prestazioni assistenziali domiciliari e residenziali, rivolte a pazienti anziani non autosufficienti, si conviene che: a) anche al fine di agevolare i processi di de-ospedalizzazione, nelle singole regioni e province autonome la dotazione di posti letto di residenzialità e delle strutture di semiresidenzialità e l’organizzazione dell’assistenza domiciliare per i pazienti anziani e altri soggetti non autosufficienti, sono oggetto di uno specifico atto di programmazione integrata, in coerenza con le linee prestazionali previste nel vigente DPCM di fissazione dei LEA; b) l’ammissione alle varie forme di assistenza residenziale e domiciliare è subordinata ad una valutazione multidimensionale effettuata con gli strumenti valutativi già concordati dalle Regioni con il Ministero, del lavoro, della salute e delle politiche sociali; c) sono definitivamente attivati i flussi informativi relativi alle prestazioni di assistenza domiciliare e di assistenza residenziale afferenti al Nuovo sistema informatico sanitario (NSIS). La valorizzazione delle prestazioni registrate in tali flussi informativi deve coincidere con i valori riportati nel modello LA, relativi all’assistenza residenziale e domiciliare.
Quanto al monitoraggio e alla verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), si conviene di aggiornare il provvedimento relativo al sistema di indicatori di garanzia (di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56), nonché di utilizzare, nella fase transitoria, l’apposito set di indicatori, già approvato per l’anno 2007 dal Comitato permanente per la verifica dei LEA, e di monitorare l’andamento degli stessi LEA in relazione alla definizione dei costi standard in attuazione del federalismo fiscale.
Fonte: Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano
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Rapporto Ministero Salute, nel 2010 1,9 mln di italiani con diagnosi di cancro
(AIOM, Notiziario, 10/12/2009)
Roma, 10 dicembre - Nel 2010 nel nostro Paese il numero di persone affette da cancro potranno superare il milione e 900mila unità, di cui il 56% costituito da donne. E' la stima contenuta nella Relazione sullo stato sanitario del Paese, presentato questa mattina al ministero della Salute, che evidenzia come ad oggi circa il 2,8% della popolazione italiana, circa 1,8 milioni di persone, abbia avuto nel corso della propria vita una diagnosi di cancro. Nel 2006 si sono registrati oltre 168 mila decessi per cancro che costituiscono il 30% di tutti i decessi e rappresentano la seconda causa di morte nel nostro Paese, in particolare la prima fra gli adulti e la seconda fra gli anziani. Nell'ultimo decennio la mortalità per cancro e' diminuita, grazie soprattutto della migliore sopravvivenza dei malati. Alla fine degli anni '70 la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di cancro era del 33% ed e' salita al 47% nei primi anni '90. Complessivamente l'incidenza dei tumori nella popolazione italiana e' ancora in aumento, soprattutto ma non esclusivamente per la proporzione crescente di anziani, i quali presentano un maggior rischio di sviluppare patologie tumorali. In particolare, la mortalità per tumore del colon-retto ha registrato, a partire dai primi anni '90, una costante riduzione in entrambi i sessi, al contrario, l'incidenza dei tumori colon rettali presenta una marcata tendenza all'aumento, specialmente fra gli uomini. Nel 2010 si attendono circa 300 mila pazienti con pregressa diagnosi di tumore colon-rettale. Una maggiore tempestività nella diagnosi e i miglioramenti terapeutici hanno determinato un aumento della sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi che e' passata dal 42% dei primi anni '80 al 58% della fine degli anni '90.
La Relazione sullo Stato Sanitario del Paese 2007/2008
(Salute Europa, 10/12/2009 )
La Relazione sullo Stato Sanitario del Paese è stata presentata oggi dal Ministro Sacconi e dal Viceministro Fazio, una pubblicazione importante perché il Ministero dà conto delle scelte attuate nella sanità pubblica italiana.
La Relazione è la sintesi di un processo di cambiamento radicale operato nel nostro Paese che va nel senso di considerare la persona al centro del sistema salute, promuovendo la presa in carico e la continuità assistenziale. Proprio partendo dai territori si vogliono migliorare e favorire i servizi offerti e razionalizzare la rete ospedaliera e la rete di sanità pubblica collettiva.
Il primo elemento di contesto tenuto presente nella programmazione sanitaria nazionale e che emerge nella Relazione, è la forte accelerazione delle iniziative in materia di prevenzione. Infatti, oggi, si ritiene essenziale puntare sulla modifica degli stili di vita, lotta al tabagismo e all’alcolismo. In particolare l’Italia, come altri paesi Europei, adotta strategie per migliorare la relazione tra ambiente e salute, perseguendo obiettivi di miglior tutela della salute fisica e mentale, particolarmente per gli adolescenti ed i giovani. Sempre per perseguire tali scopi si sono improntate politiche di miglioramento della nutrizione e della sicurezza alimentare delle popolazioni, con particolare riferimento all’infanzia,potenziando la formazione e l’adeguamento delle risorse umane per realizzare validi “programmi di salute”.
Nell’ambito della prevenzione, si è voluto qualificare ulteriormente la materia di sanità pubblica veterinaria e di sicurezza degli alimenti, coerentemente con gli obiettivi definiti a livello internazionale, nel contrasto alla diffusione di malattie infettive. Si aggiunga che la lettura dei dati e delle valutazioni contenute in questa Relazione va rapportata a un’analisi del contesto in cui si trovano oggi ad operare il Servizio Sanitario Nazionale e quello Regionale.
Nuovo elemento caratterizzante che si evince dalla Relazione è la sempre maggiore attenzione dovuta al federalismo, al finanziamento e spesa dell’intervento pubblico in sanità legata alla responsabilità di produzione ed erogazione dei servizi sanitari.
Tale attenzione vuole creare un rapporto alto di equilibrio in modo che il sacrificio dei cittadini, dovuto al prelievo contributivo che va a garantire l’offerta del sistema sanitario nazionale e regionale, sia compensato da un’assistenza sanitaria qualitativamente appropriata. Sul piano degli assetti istituzionali, il nuovo impianto Costituzionale trova oggi nella Legge 5 maggio 2009, n. 42, in materia di federalismo fiscale, l’applicazione piena dei principi di federalismo, con ampi spazi alle amministrazioni locali di autodeterminarsi, per rispondere nella maniera più appropriata alla domanda della loro popolazione di riferimento.
Nel corso della presentazione il Sen.Maurizio Sacconi ha affermato “ Siamo certi comunque che le possibilità di affermazione del nuovo modello di welfare e salute, anche nella prossima Intesa Stato-Regioni sarà strettamente conseguente alla capacità di creare nel Paese una nuova cultura politica,amministrativa, e professionale che consenta di superare le differenze territoriali e di porre l’Italia al passo con i Paesi più evoluti, mantenendo e valorizzando i valori universalistici, pluralistici di solidarietà e sussidiarietà del nostro Servizio Sanitario.
Passi avanti nella comprensione dei meccanismi responsabili della formazione di metastasi del carcinoma mammario
(Salute Europa, 10/12/2009)
E’ il fattore di crescita denominato TGFb il responsabile della diffusione in altre parti del corpo del carcinoma mammario. Lo hanno scoperto i ricercatori del Cancer Research UK, permettendo così di identificare un target per futuri farmaci mirati al trattamento di questa malattia.
Studi precedenti hanno mostrato come TGFb (transforming growth factor beta) regoli la crescita e il movimento cellulare. La ricerca inglese, pubblicata su Nature Cell Biology, ha ora permesso di identificare nel topo, con tecniche avanzate, il movimento delle cellule cancerose dalla sede principale, quella mammaria, alle sedi periferiche. La diffusione delle cellule malate nel sangue sembra partire quando il fattore TGFb attiva i geni messaggeri, o li spegne. Quando è inattivo, ammassi di cellule cancerose si staccano dal tumore principale.
“Poiché gli ammassi possono diffondersi solamente attraverso il sistema linfatico, la diffusione del cancro è locale”, spiega Erik Sahai, uno degli autori dello studio.
"I risultati della nostra ricerca ci hanno permesso di capire quali geni stanno dietro la diffusione del tumore al seno e quali geni devono essere accesi o spenti per primi affinché le singole cellule tumorali possano decidere di rilocalizzarsi”. Fonte Assobiotec/Newsletter.nsf/l2
Istituzione del Ministero della Salute
(Normativa Sanitaria, Newsletter, 07/12/2009)
Nella G.U. n. 278 del 28/11/2009 e' pubblicata la L.13 novembre 2009, n°172 recante: Istituzione del Ministero della salute e incremento del numero complessivo dei Sottosegretari di Stato.
Vedi testo della legge
Il benessere spirituale nel paziente oncologico: risorsa indispensabile per affrontare la malattia
(Salute Europa, 04/12/2009)
Il 54% dei pazienti oncologici ritiene molto importante l’aspetto spirituale nella sua vita e l’80% attribuisce a questa un ruolo fondamentale per affrontare la malattia.
Questi dati sono il risultato dello studio realizzato dall’Associazione di volontariato AISCUP-Onlus e condotto, con il patrocinio dell’IDI-IRCCS di Roma dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma, dal prof. Paolo Marchetti (Ordinario di Oncologia Medica, Dir. UOC Oncologia Medica Osp. Sant’Andrea, Consulente Clinico Scientifico IDI) e dal dr. Alessandro Scoppola (Dirigente Medico di Struttura Complessa IDI). “Obiettivo dello studio, è stato quello di misurare l’influenza delle convinzioni spirituali e religiose sulla qualità della vita e sul disagio psicologico nei pazienti oncologici - ha dichiarato il prof. Marchetti nel corso del convegno su ‘Il benessere nel paziente oncologico’.
La spiritualità individuale si è dimostrata uno dei principali fattori che consentono di affrontare e gestire con fiducia e dignità la malattia e la sofferenza. “Il tema centrale che emerge con forza - ha proseguito il professore - è relativo alla necessità, non più rinviabile, di integrare nella cura del malato oncologico una maggiore attenzione sia al disagio psicologico sia al benessere spirituale”.
Nello studio stati arruolati 220 pazienti afferenti al reparto di oncologia dell’IDI, Istituto Dermopatico dell’Immacolata di Roma in trattamento chemioterapico. Per 75 pazienti la diagnosi è di cancro alla mammella, per 55 colon, per 25 polmone, per 25 melanoma, mentre il resto è affetto da altre neoplasie. Nel 66.5% dei casi si tratta di donne (N=145), l'età media è 58 anni e le donne sono più giovani degli uomini (età media 56 vs 61; p=0.005). Il 62% ha più di otto anni di scolarità (N=133); il 74% è coniugato, soprattutto tra gli uomini (p=0.020).
Tra le evidenze emerse dallo studio:
- il 55% risulta positivo allo screening per l'ansia e il 47% a quello per la depressione;
- la dimensione di benessere spirituale legata a pace e serenità è elevata con un valore medio pari a 71 (range teorico 0-100), quella legata alla fede è inferiore con un valore medio pari a 38;
- il 92% dei pazienti si è definito credente, il 30% dei pazienti crede maggiormente di più dopo la diagnosi di malattia mentre il 12%, al momento della diagnosi, crede meno rispetto a prima della malattia.
Per gli oltre 250.000 nuovi casi di tumore diagnosticati in Italia, ogni anno, la spiritualità e la religione possono aiutare a trovare risposte agli interrogativi sul significato della vita, della malattia e della morte. Possono fornire un costrutto personale che sostenga la persona che incontra, suo malgrado, eventi della vita spiacevoli ed inevitabili, senza cadere in depressione. La sfera spirituale resta però ancora sottovalutata ed è ipotizzabile che costituisca, ad oggi, un’ampia area di bisogni non corrisposti in oncologia.
Negli ultimi anni, in Italia, il processo di umanizzazione delle cure ha portato gli operatori sanitari ad integrare i bisogni psicologici e sociali, dei pazienti e dei loro familiari, alla terapia medica. Per dare una risposta concreta ai bisogni dei pazienti è stato istituito presso l’ospedale IDI-IRCCS di Roma un gruppo di ascolto e di auto-aiuto, condotto da psicologi. Ciascun paziente ha raccontato la propria storia, sia personale che di malattia, e ognuno dei componenti ha trovato negli altri attenzione ed ascolto. Si è determinato un clima di condivisione e il gruppo è diventato il luogo, sia fisico che mentale, dove portare la propria esperienza. Spesso le parole dei partecipanti al momento della conclusione sono “Questa esperienza mi da forza”, “L’incontro mi ha dato energia”, “Mi sento più calmo e tranquillo”.
Sulla base dei risultati ottenuti, oltre alla prosecuzione dell’integrazione di questa attività nella assistenza quotidiana ai pazienti oncologici, è stato deciso di estendere lo studio ad altri Centri oncologici in Italia, con lo scopo di valutare eventuali differenze tra Nord, Centro e Sud. Inoltre, lo studio è stato condiviso anche con altri Paesi, per valutare la presenza di differenze legate a diversi modelli culturali e sociali, oltre che religiosi.
Vaccino anti-cancro: dischi grandi un’unghia per eliminare il tumore
(Sole 24 ore, Salute,News, 03-12-2009Autore: c.c.)
Istruire le cellule immunitarie contro il tumore. I ricercatori di Harvard, negli Usa, ci sono riusciti con micro-impianti delle dimensioni di unghia che inseriti sottopelle facilitano il riconoscimento delle cellule "cancerose" del melanoma.
Lo studio sui topi pubblicato su Science Translational Medicine rappresenta un piccola rivoluzione nelle terapie cellulari anti-cancro. Invece che "estrarre" i linfociti da addestrare contro il tumore - nel 90% dei casi le cellule morivano prima-, i bioingegneri americani guidati da David J. Mooney hanno creato un dischetto di plastica, misura 8,5 millimetri, disseminato degli antigeni delle cellule cancerose. Le mini-impalcature sono permeabili alle cellule dendritiche che "catturano" l`antigene tumorale e trasferiscono l`informazione ai linfociti T per stimolarne l`azione di contrasto al cancro. "Un passo importante - l`hanno definito gli immunologi di Harvard - per la progettazione di vaccini efficaci contro il tumore".
2010: come cambierà la farmacia italiana
(Salute Europa, 03/12/2009)
Ieri a Milano, nel corso di una conferenza stampa, Annarosa Racca, Presidente nazionale di Federfarma, ha sottolineato come le farmacie italiane siano in difficoltà e come, in caso di ulteriori tagli, potrebbero andare incontro a licenziamenti e difficoltà nell’erogazione di servizi ai cittadini.
“La legge 69/2009 art 11, ha sancito una crescita delle farmacie in ‘presidi sanitari territoriali’, luoghi presso cui accedere, non solo per avere un farmaco, ma per trovare servizi finora gestiti ed erogati solo dal SSN - ha spiegato Annarosa Racca - E’ per realizzare questo importante obiettivo che chiediamo al governo di non recepire nella Finanziaria 2010 le richieste di ulteriori tagli alle farmacie avanzate dalle Regioni. Le nostre casse sono vuote. La spesa farmaceutica convenzionata SSN è oggi agli stessi livelli del 2001, mentre altre voci di spesa del bilancio sanità sono in continuo e incontrollato aumento”.
“I margini delle farmacie, nel tempo sono stati decurtati da continue sforbiciate. E oggi esiste il pericolo concreto che sia messa a rischio la stabilità della rete capillare delle farmacie. Per questo, chiediamo al Governo e al Parlamento di applicare ad altri settori della sanità lo stesso rigore fino a oggi adottato solo per la spesa farmaceutica convenzionata e di garantire che le farmacie possano continuare a offrire ai cittadini gli eccellenti livelli di sempre”
I servizi che la legge 69/2009 art. 11 oggi permette di rendere disponibili nelle farmacie di tutto il paese sono: screening sulla popolazione, campagne di prevenzione, assistenza domiciliare, analisi di prima istanza, prenotazione visite ed esami, e così via. Tutto questo costituirà sicuramente un’opportunità per i cittadini e un risparmio per la Pubblica Amministrazione ma i cambiamenti di cui le farmacie saranno protagoniste nel corso del 2010 non si limiteranno solo a questo.
“Per tutti i nuovi servizi – ha aggiunto Racca - le farmacie di Milano e provincia da tempo hanno provveduto all’aggiornamento dei sistemi informatici e ai collegamenti necessari. Aspettiamo solo il ‘Via’ istituzionale e politico per correre sulla nuova strada della farmacia del futuro”.
I tumori in Italia - Rapporto AIRTUM 2009
(Salute Europa, 03/12/2009)
In Italia la mortalità per tumore è in diminuzione. Il dato appare evidente quando si analizzano i dati al netto degli effetti del progressivo invecchiamento della popolazione Il numero di donne che ogni anno riceve una diagnosi di cancro è rimasto costante, mentre le nuove diagnosi tra i maschi sono in aumento Dopo diversi anni di crescita, dovuta soprattutto all’avvio dei programmi di screening, il numero di nuove diagnosi di tumore della mammella si è stabilizzato.
Per la prima volta tra gli uomini sia l’incidenza sia la mortalità per tumore del polmone diminuiscono in valori assoluti (anche senza epurare i dati dall’effetto invecchiamento della popolazione); tra le donne, invece, nuove diagnosi e decessi continuano ad aumentare, anche se principalmente a carico delle fasce di età più anziane.
Le regioni meridionali, storicamente più protette nei confronti delle malattie tumorali, continuano a perdere il loro vantaggio nei confronti del resto d’Italia. Nel confronto internazionale, i miglioramenti ottenuti in termini di mortalità
pongono l’Italia al livello dei Paesi occidentali più avanzati e anche i trend dei nuovi casi risultano in linea con quelli osservati nei Paesi del Nord Europa.
Questi sono i messaggi principali contenuti nel documento dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) che aggiorna al periodo 1998-2005 i dati sull’andamento dell’incidenza e della mortalità per patologia tumorale in Italia.
Lo studio si basa sui dati raccolti dai 22 Registri tumori afferenti alla rete AIRTUM, che complessivamente copre il 32% della popolazione residente nel Paese.
Il documento è pubblicato come supplemento a Epidemiologia & Prevenzione, la rivista dell’Associazione Italiana di Epidemiologia (riassunto, prefazioni e introduzione sono scaricabili dal sito web dell’AIRTUM: www.registri-tumori.it).
«Il fatto che tra il 1998 e il 2005 si sia registrata una significativa riduzione della mortalità per tutti i tumori (-12% per gli uomini, -6% per le donne) parallelamente a un aumento dei casi diagnosticati, dimostra essenzialmente l’efficacia complessiva del Servizio sanitario nazionale in termini di prevenzione, diagnosi e terapia delle malattie neoplastiche» afferma Emanuele Crocetti, epidemiologo dell’ISPO di Firenze, coordinatore del Rapporto AIRTUM 2009.
Il dato sopra riportato si riferisce all’insieme dei tumori- specifica Crocetti. - Di fatto, la riduzione media della mortalità è sostenuta da trend decrescenti per molte sedi tumorali. In dettaglio:
si registra una riduzione della mortalità per i tumori di stomaco, retto, fegato, linfomi non Hodgkin; dati, questi, di particolare importanza sia perché la diminuzione è statisticamente significativa, sia perché si riscontra in entrambi i sessi;
tra i soli uomini, invece, sono in netta diminuzione i decessi per il cancro della prostata, le leucemie e per i tumori legati al tabagismo (vie aerodigestive superiori, esofago, vescica, polmone, quest’ultimo sceso da 74 decessi ogni 100.000 nel 1998 a 63,8 nel 2005);
tra le donne, la mortalità si sta riducendo in maniera significativa per i tumori del colon, dell’osso, della mammella.
A fronte della riduzione media complessiva, c’è un aumento di mortalità per il tumore del polmone tra le donne (da 13,1 decessi su 100.000 donne nel 1998 a 14,2 nel 2005) e per il melanoma tra gli uomini (2,4/100.000 nel 1998, 2,7/100.00 nel 2005). Un effetto, questo, dovuto all’incremento del numero di casi senza che si sia verificato un contemporaneo miglioramento della terapia».
“Mentre un incremento della mortalità è sempre un evento negativo, l’aumento delle nuove diagnosi (ossia, dell’incidenza) è un fenomeno più complesso - spiega Crocetti.- Può infatti essere dovuto a un aumento dell’esposizione a fattori cancerogeni (come accade per il tumore del polmone tra le donne, legato all’aumento del tabagismo nel sesso femminile), e questo è un segnale sicuramente negativo. Ma può anche originare dal miglioramento e dall’estensione delle campagne di screening organizzati (mammografia, Pap-test, ricerca del sangue occulto nelle feci) e di diagnosi precoce. In questi casi infatti l’aumento dell’incidenza rappresenta in realtà un’anticipazione della diagnosi di forme tumorali che si sarebbero sviluppate più avanti negli anni e invece vengono scoperte in una fase più precoce. E quando questo si associa a una maggiore efficacia della terapia, si ottiene anche un guadagno in termini di mortalità. E’ quanto si osserva, per esempio, per i tumori della mammella tra le donne, come emerge dall’analisi di più lungo periodo, 1986-2005, che rappresenta uno degli approfondimenti della monografia”.
Quindi, oltre al periodo 1998-2005 vi sono a disposizione anche dati che riguardano un arco temporale di due decenni…
Esatto. La monografia include una serie di approfondimenti sui trend per età, sui confronti internazionali e sui trend di lungo periodo. E per quanto riguarda questi ultimi abbiamo potuto constatare che gli andamenti della patologia tumorale rilevate nei primi anni di questo ventennio oggi vengono confermate. Anche se i dati più vecchi sono stati raccolti solo da otto Registri (sui 20 utilizzati per l’analisi del periodo 1998-2005): sei nel Nord, uno al Centro e uno al Sud, per una popolazione di circa 7 milioni di persone. Una convalida importante, che corrobora i risultati dell’analisi di più breve periodo. Inoltre, l’ampliamento della finestra temporale ha permesso di identificare la data in cui hanno avuto origine i trend attuali, mettendo così a disposizione elementi utili alla loro spiegazione.
Dall’analisi di lungo periodo emerge, per esempio, che tra i maschi l’incidenza per tutte le sedi tumorali è aumentata di più nel primo decennio (+1,2% annuo) rispetto al secondo (+0,3%, quando si è fatta sentire la riduzione della frequenza del tumore del polmone), mentre per le femmine si registra un andamento piatto fino agli anni Novanta, quando si verifica un incremento significativo dell’1,7% l’anno (presumibilmente in coincidenza con l’attivazione di molti programmi di screening mammografico), e poi nuovamente una stabilizzazione.
La mortalità, sempre considerando tutti i tumori, è invece in diminuzione per i due sessi: tra gli uomini, a partire dal 1991 si registra un calo dell’1,8% l’anno; per le donne la diminuzione è dell’1,1% l’anno lungo tutto il ventennio».
Tumori, scoperta la chiave dell’efficacia del più importante farmaco chemioterapico oggi in uso
(Salute Europa, 02/12/2009)
Dando nuove armi per rendere la chemio più efficace, su “Cancer Research” ricercatori della Cattolica hanno spiegato come il Taxolo imiti il comportamento di una proteina endogena che provoca naturalmente la morte cellulare.
Grazie a una ricerca che si è meritata la copertina di un recente numero di una tra le più importanti riviste internazionali dedicate al cancro, un gruppo di ricercatori del Dipartimento per la Tutela della Salute della Donna e della Vita Nascente dell’Università Cattolica-Policlinico “A. Gemelli di Roma diretto dal Prof. Giovanni Scambia, in collaborazione con i colleghi del Centro nelle scienze biomediche Giovanni Paolo II della Cattolica di Campobasso, ha consegnato agli oncologi di tutto il mondo le chiavi del funzionamento della più importante sostanza antitumorale oggi in uso.
In un quarto di tutte le terapie chemioterapiche cui si sottopongono migliaia di pazienti ogni giorno è presente una sostanza che si chiama Paclitaxel. Come accade per molti farmaci, finora non si conosceva esattamente quale fosse il funzionamento molecolare di questa sostanza e quindi la ragione profonda che sta alla base della sua comprovata efficacia. Ciò che era noto era che il Paclitaxel interagisce con i microtubuli, le strutture che costituiscono lo “scheletro” della cellula. Questa interazione, che avviene in una fase ben specifica della vita cellulare, è in grado di far scattare l’apoptosi, quel meccanismo cellulare che porta alla morte della cellula. E la morte della cellula tumorale è proprio l’obiettivo della chemioterapia.
Cristiano Ferlini, Giuseppina Raspaglio, Simona Mozzetti, Daniela Gallo e Giovanni Scambia, assieme ai colleghi di altre università, hanno sostanzialmente scoperto che il Paclitaxel causa un effetto che imita un meccanismo naturale delle cellule, e che è quello provocato dalla proteina Nur77.
“Tecnicamente - spiega Cristiano Ferlini - si dice che il Paclitaxel è un peptidomimetico. Si tratta cioè di una sostanza che imita qualcosa che è già presente nelle cellule dei mammiferi superiori. In pratica ci siamo accorti che è come se nella cellula ci fossero due serrature molecolari identiche, e abbiamo quindi dedotto che ci dovesse essere un’unica chiave”.
Per prima cosa i ricercatori sono riusciti a dimostrare che il Paclitaxel, oltre ai microtubuli, ha un secondo bersaglio molecolare all’interno della cellula: la proteina Bcl-2, che in condizioni normali ha un’attività di protezione dalla morte cellulare. Ma che, in seguito al legame con il Paclitaxel, viene convertita in un fattore capace di innescare proprio l’apoptosi.
Una volta fatto questo passo, gli scienziati hanno costruito un modello bioinformatico che ha chiarito che i siti di legame Paclitaxel/tubulina e Paclitaxel/Bcl-2 erano molto simili: le due serrature uguali della metafora dei ricercatori.
“Tra i possibili candidati-chiave per aprire questa doppia serratura - spiega ancora Ferlini - abbiamo scelto Nur77. Si tratta di una proteina che quando la cellula è in difficoltà si sposta dal nucleo al citoplasma, entra nei mitocondri – le centrali energetiche della cellula – e attiva il segnale di morte cellulare”.
I ricercatori hanno riprodotto al computer la forma della proteina e hanno capito che rispondeva ai requisiti strutturali necessari. Successivamente, sono stati in grado di ricreare i peptidi – pezzi di proteine – che riproducevano proprio la parte di Nur77 a forma di “serratura” e hanno visto che Bcl-2 e il Paclitaxel si legavano proprio agli stessi recettori.
In altre parole, i ricercatori in questo modo sono riusciti a dimostrare che il Paclitaxel è un composto capace di indurre lo stesso messaggio di morte cellulare indotto naturalmente da Nur77.
Questa importante scoperta teorica ha dei risvolti concreti molto importanti. “In primo luogo - dice Ferlini - dato che quello di Nur77 è un programma endogeno, come per ogni processo cellulare, esiste anche un processo antagonista, orchestrato da un altro gene. Dunque, quando questo processo che si oppone all’apoptosi naturale delle cellule è attivo, neanche il farmaco esterno può funzionare.”
“Questo risultato - dice Giovanni Scambia - apre la strada a un utilizzo selettivo delle terapie contenenti il principio attivo del farmaco solo per quei pazienti in cui questi meccanismi antagonisti non siano attivi. Inoltre così stiamo di fatto aprendo la strada a una nuova generazione di farmaci capaci di aggirare queste inibizioni”.
Ma non basta. “La struttura del paclitaxel è baccatinica, cioè il suo scheletro è basato su sostanze che si ricavano dall’albero Taxus baccata, cioè il tasso. La scoperta - conclude il ricercatore -rende possibile studiare altri modi per costruire una molecola altrettanto efficace”.
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