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SCREENING MAMMOGRAFICO

28 aprile 2010

Screening mammografico: «Italia a due velocità, ma dati in miglioramento»

(Il sole 24 ore, Salute 24, Miriam Cesta, 27-04-2010)

 

Convocare al più presto i rappresentanti delle Regioni in ritardo nell`attuazione dei programmi di screening mammografico e fissare insieme a loro la road map che li porti ad allinearsi ai livelli nazionali entro i prossimi cinque anni, sollecitare le Regioni a invitare Asl e medici di famiglia a promuovere attivamente l`accesso allo screening informando le donne sull`importanza di eseguire una mammografia ogni due anni: sono questi i punti fondamentali della lettera indirizzata da Annamaria Mancuso, presidente di Salute Donna Onlus, al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al ministro della Salute Ferruccio Fazio. La lettera è stata letta questa mattina in occasione del Forum Istituzionale "Screening mammografico: un diritto delle donne, un dovere delle istituzioni", tenutosi a Roma presso la Camera dei Deputati e organizzato dall’Osservatorio Nazionale Screening in collaborazione con il Gruppo Italiano Screening Mammografico e con il sostegno di Roche.

Di competenza regionale, l’applicazione dei programmi di screening risulta, attualmente, diversa da Regione a Regione, con profonde differenze soprattutto tra le regioni del nord e quelle del sud. L’obiettivo della lettera, spiega Mancuso, è portare l’attenzione sulle diversità nell’applicazione dei programmi di screening per arrivare a colmare il divario esistente tra Regione e Regione. Se, infatti, si guarda agli inviti per sottoporsi allo screening mammografico rivolti dalle singole Regioni alla popolazione femminile tra i 50 e i 69 anni (fascia target per lo screening mammografico), le regioni del Nord si avvicinano - e in alcuni casi superano - al 90% di inviti, mentre nel Centro la percentuale arriva al 70% e, al Sud, tocca punte non superiori al 40% (dati Istat 2008). Dai dati segnalati nel corso del Forum emerge che circa 2 milioni e mezzo di donne sono escluse dai programmi di screening per il tumore al seno: sono infatti il 69% in tutta Italia le donne tra i 50 e 69 anni invitate a fare la mammografia biennale e solo una su due aderisce all`invito, per un totale di 1 milione e 300 mila donne, ovvero il 36% delle aventi diritto sulla popolazione target. "Noi crediamo che il Governo possa e debba farsi carico del superamento di queste differenze tra Nord, Centro e Sud - spiega Mancuso -  attivando una serie di iniziative e mettendo al centro della politica sanitaria la salute delle donne. Se è vero che sono le Regioni a essere responsabili della materia sanitaria, è vero anche che non possono essere ‘controllori’ di se stesse. Serve qualcuno che garantisca che i programmi di screening, seppur regionali, vengano garantiti allo stesso modo in tutte le Regioni”.

 “Sono un medico e sono sempre stato favorevole alle politiche e alle pratiche di screening - spiega Fazio -. Da parte del Governo c`è la volontà politica di un miglioramento delle politiche di screening: c`è una mozione dell`onorevole Gabriella Carlucci a sostegno delle attività di screening, che molto probabilmente verrà recepita dal Governo. E` vero che esistono ancora delle differenze tra Nord e Sud, ma gli ultimi dati ci dicono che in regioni come Campania e Puglia dal 2007 al 2008 i dati sullo screening sono migliorati. Non dobbiamo dimenticare che le questioni sanitarie attengono alle Regioni: il Governo può consigliare e guidare verso un verso comportamento, ma non può e non deve essere repressivo e coercitivo nei confronti del modo in cui ogni Regione gestisce la propria sanità”.

Un passo avanti molto importante, spiega Fazio, è stato fatto con l`approvazione della legge 69/2009 "Nuovi servizi erogati dalle farmacie" che prevede l`organizzazione sul territorio delle farmacie come centri socio-sanitari a tutti gli effetti: "In farmacia si potranno prenotare visite mediche ed esami clinici, e ritirare i referti degli stessi esami. Le farmacie diventeranno un centro di prevenzione, dove sarà possibile convogliare attività informative e da dove sarà possibile promuovere programmi di screening".