NEWS FEBBRAIO 2009
- Protocollo d'Intesa tra A.N.D.O.S. onlus Nazionale e C.R.I.
- La genesi del sistema linfatico
- Alcolici: pochi « bicchieri» e il rischio di certi tumori aumenta fino al 168%
- Sentenza Corte Costituzionale: congedi retribuiti ai figli di persona con handicap grave
- Tra dieci anni mortalità zero per il tumore al seno
- "Ballo al Savoy" - Comitato A.N.D.O.S. onlus di Oglio Po
- Vivere ancora - 16 febbraio 2009
- I meccanismi di difesa dal cancro
- La Locandiera di Carlo Goldoni - 3 aprile 2009
- Congresso Nazionale – Verona 30 aprile /1-2 maggio 2009
- Il 4 febbraio torna la Giornata mondiale contro il cancro
- "Alimentazione nella prevenzione del Tumore del Seno" - 20 febbraio 2009
Protocollo d'Intesa tra A.N.D.O.S. onlus Nazionale e C.R.I.
Carissimi,
il 26 febbraio 2009, a Milano, è stato registrato il Protocollo d'Intesa tra A.N.D.O.S. onlus Nazionale e C.R.I. che regola la collaborazione delle due entità su tutto il territorio nazionale.
Cordialmente
A.N.D.O.S. onlus Nazionale
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La genesi del sistema linfatico
(Redazione MolecularLab.it (23/02/2009)
Conoscere l'origine del sistema linfatico porta a comprendere i processi fisiologici e patologici che vi si svolgono, aprendo la strada a diagnosi precoce e nuove terapie
Una ricerca condotta da Guillermo Oliver del St. Jude Children's Research Hospital. Oliver e colleghi ha chiarito l'annoso dilemma riguardante l'origine del sistema vascolare linfatico. Grazie all'utilizzo di topi geneticamente modificati i ricercatori hanno potuto chiarire che il sistema linfatico trae origine dalle cellule endoteliali venose e non da quelle mesenchimali.
Conoscere l'origine dello sviluppo del sistema vascolare linfatico permetterà ora di comprendere le sue funzioni sia nell'organismo sano, attraverso la mediazione della risposta immunitaria e il mantenimento del corretto livello dei fluidi nei diversi tessuti, sia in caso di patologie come il linfedema e la diffusione delle metastasi tumorali.
Oliver ha spiegato "L'identificazione dell'origine di ogni specifico tipo cellulare è un passo critico per la comprensione dei processi di base che guidano lo sviluppo di un organo. La dettagliata caratterizzazione della formazione di un sistema vascolare linfatico normale e sano è centrale per i nostri sforzi per prevenire, diagnosticare e, speriamo, curare i disturbi di questo sistema".
Alcolici: pochi « bicchieri» e il rischio di certi tumori aumenta fino al 168%
Esaminati più di settemila studi scientifici
Dati allarmanti da una ricerca dell’Institut National du Cancer francese
(Sportello Cancro, Vera Martinellan (Fondazione Veronesi), 18 febbraio 2009)
MILANO - Alcolici: meno si bevono, meglio è. Una ricerca dell’Institut National du Cancer francese dimostra che anche un consumo moderato di bevande alcoliche aumenta il rischio di sviluppare il cancro. E anche il «classico» bicchiere di vino al giorno può far lievitare il pericolo dal nove al 168 per cento. Le prove arrivano, in particolare, da un rapporto internazionale del 2007 che ha esaminato più di settemila studi scientifici, evidenziando un legame forte tra le bevande alcoliche e l’insorgenza di tumori. Secondo i risultati circa il 10,8 per cento di tutti i casi di cancro negli uomini e il 4,5 per cento di quelli nelle donne sono dovuti all’alcol.
MOLTI RISCONTRI NEGLI ULTIMI ANNI - Esagerazioni? Non secondo Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di sanità, presente nei giorni scorsi alla presentazione dell’analisi francese durante un convegno: «Per anni – spiega - il vino è stato considerato come un toccasana per la salute se consumato a dosi moderate. Ora però i tempi sono cambiati e sono molto numerose le ricerche che sottolineano gli effetti nocivi dell’alcol». Le bevande alcoliche - ormai è un dato assodato e universalmente riconosciuto – rappresentano un fattore di rischio per i tumori di bocca, faringe, laringe, esofago, colon-retto e mammella e pancreas. Oltre che causa della cirrosi epatica, che è una possibile anticamera del carcinoma del fegato. Non solo: «Secondo i dati più recenti raccolti dall’Iss – prosegue Scafato -, sono 25mila le morti ogni anno in Italia legate all’uso - non solo all’abuso - di vino, birra, superalcolici vari. Morti risparmiabili, se le persone fossero più informate dei danni correlati agli alcolici».
SERVE PIU’ MODERAZIONE, ANCHE PER IL CUORE – Secondo gli esperti, anche i presunti effetti benefici del vino sul cuore stanno cominciando a essere messi in discussione e è necessario rivedere le regole che assolvono (o persino consigliano, ritenendoli salutari) «solo un bicchiere o due di vino o birra al giorno». A fronte, ad esempio, dei ben novemila nuovi casi di patologie cardiovascolari associate al consumo di alcol che annualmente vengono diagnosticate nel nostro Paese.
LO STUDIO FRANCESE - In particolare, gli esperti d’Oltralpe sono convinti che un bicchiere di alcol al giorno aumenterebbe del 168 per cento il rischio di sviluppare un cancro alla bocca, alla faringe e alla laringe; del 28 quello di un tumore all’esofago; del 10 per cento quello alla mammella e del 9 per cento quello al colon. Il pericolo, poi, cresce in maniera direttamente proporzionale alla dose e, in base a questi dati, in Francia corrono ai ripari: Dominique Maraninchi, direttore dell’Istituto nazionale del cancro, e Didier Houssin, direttore generale della Sanità, hanno infatti presentato un opuscolo rivolto ai medici sui consigli dietetici per prevenire i tumori che include le nuove raccomandazioni di moderazione sul consumo di alcolici.
UN PARERE CONDIVISO DA PIU’ PARTI – Che serva un atteggiamento più prudente non lo sostengono solo i francesi. Il secondo rapporto su Cibo, alimentazione, attività fisica e prevenzione del cancro pubblicato dal World Cancer Research Fund (Wcrf), una rete di esperti che da alcuni anni si impegna a fare periodicamente il punto della situazione, sostiene che il limite per evitare danni è un consumo medio di due bicchieri al giorno per gli uomini e di uno per le donne. «Dello stesso avviso – aggiunge Scafato – sono le principali istituzioni internazionale come l’International agency for research on cancer (Iarc), l’Organizzazione mondiale della sanità e le ultime direttive espresse dalla Comunità europea. Ora è bene che anche in Italia si inizi a dare una giusta informazione».
CI VUOLE… IL FISICO – In realtà non bisogna bandire vino, birra, grappa dalla tavola, ma soltanto tenere in considerazione una semplice regola: tutto dipende dall’età e dal sesso, perché ogni organismo assimila l’alcol in maniera diversa. Le bevande alcoliche, quindi, sono proibite sotto i 15 anni, perché il metabolismo dei giovanissimi non è ancora sufficientemente sviluppato e gli alcolici risultano più tossici. Per lo stesso motivo è bene limitarsi a un bicchiere giornaliero fra i 16 e i 20 anni e dopo averne compiuti 65 (il fisico, si sa, tende a «regredire» verso l’infanzia). Per gli uomini adulti, di sana e robusta costituzione, il limite massimo è fissato a tre calici al dì (meglio due) e per le donne – il cui metabolismo funziona diversamente e il cui peso corporeo è, in genere, inferiore – si scende a due (meglio uno).
Sentenza Corte Costituzionale: congedi retribuiti ai figli di persona con handicap grave
La Corte Costituzionale con sentenza n.19/2009 ha riconosciuto al figlio convivente di persona con handicap grave (art. 3, co.3, L. 104/1992), il diritto a fruire di un congedo straordinario dal lavoro per un periodo massimo di due anni in modo frazionato o continuativo ed è interamente retribuito.
Detto congedo dal lavoro può essere fruito una sola volta nell'arco dell'intera vita lavorativa del familiare che assiste il malato.
Prima di questa sentenza, il congedo biennale retribuito (art. 42, D. lgs. 151/2001 ) era riconosciuto al coniuge o al genitore della persona con handicap grave oppure (ma solo in caso di decesso od inabilità dei genitori) ad un fratello o sorella convivente.
La Corte Costituzionale ha esteso il diritto in esame anche al figlio convivente nel caso in cui non vi siano altri soggetti idonei a prendersi cura della persona in situazione di disabilità grave.
Questo significa che il figlio di una persona malata di cancro (cui sia stato riconosciuto lo stato di handicap in situazione di gravità) potrà assistere il proprio caro assentandosi dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato fino a due anni conservando la retribuzione ed il posto di lavoro.
Si riporta il dispositivo della sentenza:
<< P.Q.M. LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, a norma dell'art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo ivi previsto il figlio convivente, in assenza di altri soggetti idonei a prendersi cura della persona in situazione di disabilità grave.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale.>>
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Tra dieci anni mortalità zero per il tumore al seno
Il tasso di mortalità è sceso in 30 anni da 4 a 2 donne su 10, la chiave è nella prevenzione e nella diagnosi precoce
(Redazione MolecularLab.it 12/02/2009)
Secondo gli ultimi dati disponibili dalla ricerca nel campo dei tumori l"incidenza nelle donne del tumore al seno è in aumento, mentre diminuisce il tasso di mortalità, grazie alla prevenzione, alla diagnosi precoce ed all"efficacia delle terapie.
Ogni anno in Italia il carcinoma colpisce circa 40mila donne, e una donna su nove riceve una diagnosi di cancro al seno; la chiave per abbassare il tasso di mortalità risiede nella diagnosi precoce, che permette di individuare la malattia molto velocemente quando non è in stato di grande evoluzione.
Il Professore Umberto Veronesi, fondatore di un progetto chiamato "Mortalità Zero", dichiara che l"obiettivo è quello di arrivare ad un tasso di mortalità pari a zero nel giro di dieci anni. Il progetto vede coinvolte come testimonial anche Nadia Ricci, Olivia Toscani e Monica Guerritore, fotografate da Oliviero Toscani per la campagna dedicata al tumore al seno. Tre donne che, nella loro vita, hanno avuto a che fare con questa malattia, vincendo la battaglia.
Veronesi ha detto "La malattia si può battere trent"anni fa quattro donne su dieci non ce la facevano, adesso sono la metà. Più di un terzo delle pazienti ha la percentuale di guarigione che sfiora il 100%" e continua "Con gli strumenti di diagnosi e cura oggi a disposizione, mortalità zero entro 10 anni è un traguardo raggiungibile. Sappiamo infatti che tanto più il tumore è piccolo tanto maggiore è la speranza di sopravvivenza: i tumori diagnosticati in fase precocissima, quando la lesione è impalpabile, guariscono nella quasi totalità dei casi. Il progetto della Fondazione Umberto Veronesi prevede da un lato azioni mirate ad accrescere tra le donne la consapevolezza dell"importanza della diagnosi precoce e dall"altro la diffusione capillare di centri adeguatamente attrezzati e con personale medico debitamente formato, dove le donne possano accedere alle metodologie diagnostiche e terapeutiche più avanzate".
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"Ballo al Savoy" - Comitato A.N.D.O.S. onlus di Oglio Po
La Compagnia teatrale di Corrado Abbati, con il patrocinio del Comitato A.N.D.O.S. onlus di Oglio Po invitano tutti alla rappresentazione dell' operetta “Ballo al Savoy”, giovedì 9 Aprile ore 21:00 presso il Cinema Teatro Zenith di Casalmaggiore.
Per informazioni e prenotazioni:
Sede A.N.D.O.S. di Viadana: tel.:0375780393 da lunedì al venerdi dalle 15:30 alle ore 17:30;
Sezione di Casalmaggiore: tel.:0375201617 da lunedì a venerdì dalle ore 9:00 alle ore 11:00;
al n. 037541185 dalle ore 8:00 alle ore 22:30.
Il ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto all'acquisto di attrezzature sanitarie per la cura e la prevenzione del tumore al seno.
Vivere ancora - 16 febbraio 2009
La fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori è lieta di invitare il pubblico il 16 febbraio 2009 ore 15.00 (Aula A, Via Venezian, 1 – Milano) alla presentazione del documentario
Vivere ancora
Una donna scopre di avere un tumore al seno. Comincia a Scrivere in un diario tutto quello che le succede, tutto quello che prova durante le varie tappe del percorso che deve intraprendere. Ognuna delle tappe della sua storia è intervallata da interviste con altre pazienti e con medici che spiegano,
Illustrano, chiariscono ogni aspetto “scientifico” in modo semplice e del tutto esauriente.
Regia di Luisa Morandini
Con l’autrice saranno presenti il Dr. Alberto Scanni Direttore Generale dell’Istituto dei Tumori e le principali associazioni di autoaiuto e volontariato.
Alla tavola rotonda parteciperanno:
• F.sco Maria Fazio – A.N.D.O.S. onlus Nazionale
• Paola Mosconi – Europa Donna
• Francesca Merzagora – ONDA (Osserv. Naz. Salute Donna)
• Claude Fusco – Lega Italiana per la Lotta Contro i Tumori
• Ada Burrone – Attive Come Prima
• Anna Costato – Associazione GIST
• Rita Vetere – Associazione Salute Donna
• Gesuina Della Giovanna - ALSI Ass. Italiana Stomizzati e Incontinenti
Ingresso libero sino ad esaurimento posti
Per informazioni
Ufficio Relazioni con il Pubblico: 02/2390.2772
I meccanismi di difesa dal cancro
Il gene p53 ripara le cellule danneggiate codificando per la proteina p53 e per una sua isoforma con funzione regolatoria
(Redazione MolecularLab.it 06/02/2009)
Gli scienziati della University of Dundee e di Singapore hanno scoperto l"anello mancante del processo molecolare di riparazione messo in atto dalle cellule per proteggersi dal cancro. I ricercatori sono riusciti a capire come le cellule blocchino la crescita del tumore attivando il gene p53, scoperto 30 anni fa, e la versione della sua proteina regolatrice p53.
Il gene p53 ordina alle cellule danneggiate e potenzialmente cancerogene di suicidarsi o di smettere di dividersi e proliferare, mentre viene avviato il processo di riparazione cellulare, ma nella metà dei casi di tumore il gene o è inattivo o è danneggiato, una condizione che rende libere le cellule di dividersi e di formare il cancro.
Gli scienziati hanno utilizzato come modello animale lo Zebrafish, un pesce d"acqua dolce dal corpo trasparente, nel quale hanno iniettato una proteina fosforescente per farlo diventare verde quando il gene p53 viene attivato permettendo così di indagare le sue modalità di regolazione
Ciò ha permesso di scoprire che p53 non solo codifica per la proteina p53 che ha la funzione regolatrice, ma attiva anche una isoforma della proteina p53, con funzione di controllo.
Normalmente lo Zebrafish riesce a sopravvivere a bassi dosi di radiazioni perché il gene interviene nella riparazione dei danni cellulari, ma ciò non avviene se non viene attivata anche l"isoforma proteica, per cui il pesce muore. Ciò proverebbe che l"attivazione dell"isoforma ha un ruolo cruciale perché consentirebbe a p53 di svolgere il lavoro di riparazione.
Le implicazioni terapeutiche e diagnostiche della scoperta sono importanti poiché, come ha detto David Lane coordinatore della ricerca, "La funzione di p53 è critica in quanto la maggior parte dei trattamenti anticancro puntano, con la radioterapia e la chemioterapia, ad indurre le cellule al suicidio in risposta ai danni avvenuti al DNA. Quindi, capire meglio come questo gene è regolato è utile per trovare il modo di impedire alla cellule danneggiate di diventare cancerogene e per realizzare nuovi farmaci e metodiche per diagnosticare il cancro"
La Locandiera di Carlo Goldoni - 3 aprile 2009
La Compagnia teatrale I Guitti, con il patrocinio A.N.D.O.S. ONLUS Comitato di Roma presenta "La LOCANDIERA" di Carlo Goldoni, il venerdì 3 aprile 2009, teatro Orione di Roma, via Tortona, 7
Nota informativa:
POSTO UNICO:
Ore 15.00 oppure 18,30 € 15,00
Ora 21.30 € 25,00
Informazioni e prevendita tel.: 06.78851630
Congresso Nazionale – Verona 30 aprile /1-2 maggio 2009
Verona, 5 febbraio 2009
A tutti i Comitati A.N.D.O.S.
Carissime amiche, eccoci arrivate, anche quest’anno, al consueto appuntamento del Congresso Nazionale dell’A.N.D.O.S., tappa fondamentale nella vita della nostra associazione.
E’ con emozione e nello stesso tempo con trepidazione e gioia che aspettiamo di incontrarvi numerose, come sempre, nella nostra bella città.
Preparare un Congresso è certamente un’esperienza utile ed interessante, che ci fa apprezzare il lavoro e gli sforzi fatti dai Comitati che ci hanno preceduto. Non è stata una cosa semplice, ma vi assicuriamo che abbiamo messo tutto il nostro impegno affinché anche questo Congresso possa essere di grande rilevanza per tutte noi.
Il tema assegnatoci per il 2009, come già sapete, riguarda l’anticipazione diagnostica, gli screening, la diagnostica senologica e le sue nuove frontiere. Il ruolo delle associazioni. Tema veramente importante e siamo sicure che i Relatori sapranno soddisfare la nostra voglia di sapere e conoscere.
Abbiamo pensato di farvi cosa gradita unendo, come si usa dire, l’utile al dilettevole; come potete leggere nel programma, ai giorni di Congresso, abbiamo fatto seguire una parentesi turistica nella città di Verona e sul lago di Garda.
Vi invitiamo quindi, nell’occasione, a prolungare il vostro soggiorno nella città di Giulietta per godere ulteriormente del piacere della reciproca compagnia.
Un caloroso saluto a tutte voi ed un arrivederci a Verona.
La Presidente
Anna Maria Nalini
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Il 4 febbraio torna la Giornata mondiale contro il cancro
Tumore, ogni giorno 700 casi in Italia
I temi del 2009: qualità di vita dei malati e prevenzione.
(Sportello Cancro, Vera Martinella, 03 febbraio 2009)
MILANO - Sono oltre 270mila gli italiani colpiti ogni anno da tumore, più di 700 nuovi casi ogni giorno. Questi i risultati dell'indagine "Vivere con il cancro" realizzata in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, appuntamento promosso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e dall’Unione Internazionale contro il Cancro, che si celebra il 4 febbraio. Secondo le stime nel 2010 saranno circa 1,9 milioni gli italiani che hanno avuto una neoplasia contro i 1,7 milioni attuali. Una realtà sempre più diffusa, che coinvolge circa una famiglia italiana su 20. Per questo motivo la Giornata, istituita per informare e sensibilizzare su tematiche inerenti i tumori, ha come tema la qualità di vita dei pazienti e dei familiari.
GODERE LA VITA FINO IN FONDO – Il sondaggio (effettuato da Eurisko) ha voluto approfondire quali siano il significato e il valore del tempo per i malati oncologici e per i loro care givers (ovvero chi fornisce le cure ai pazienti: familiari, amici, conoscenti). Ne è emerso che per i malati di cancro «la priorità è il presente, avere il tempo per assaporare fino in fondo ogni attimo di una vita a cui viene restituito valore». E se da parte dei pazienti si evidenzia un’accettazione silenziosa della malattia e un conseguente sviluppo di grande attaccamento alla vita, con sentimenti di ottimismo e determinazione, i parenti sono più in difficoltà: provano sentimenti di impotenza, costantemente concentrati sulle difficoltà dell’assistenza e sull’ineludibilità della fine.
PIÙ DIFFICOLTÀ PER I PARENTI - Il concetto di qualità della vita viene ridefinito dai pazienti in base a cosa si fa nella quotidianità, dal riuscire a fare le cose che si facevano prima (come lavorare, uscire con gli amici, fare sport) all’essere autosufficienti fino a sentirsi utili. Un modo di poter godere del presente senza rimorsi e malinconia verso il passato e senza angoscia per il futuro, focalizzandosi su una gestione del tempo a medio-breve termine, ponendosi dei piccoli traguardi (come accompagnare i figli a scuola o fare un weekend con la famiglia) e guardando a un futuro più lontano (scrivendo un libro, creando associazioni di volontariato o portando avanti la propria azienda). I parenti invece navigano a vista, tra la difficoltà di riuscire a progettare e il costante paragone con quello che si riusciva a fare prima della malattia, vivendo sempre in una continuo stato d'allerta. In entrambi i casi, per gestire al meglio la quotidianità, si chiede supporto al sistema sanitario, che viene percepito come alleato e vicino, ma a cui si domanda soprattutto una maggiore sensibilità alla dimensione psicologica (risulta prezioso l'aiuto dello psiconcologo).
PREVENZIONE CONTRO OBESITÀ - La Giornata di quest'anno non è dedicata solo alla qualità di vita dei malati di cancro. L'altro tema cruciale è la prevenzione, partendo fin dalla più tenera età. L'Uicc, infatti, lancia per l’occasione una campagna mirata contro sovrappeso e obesità, che si sono dimostrati fattori di rischio certi per lo sviluppo di un tumore e il cui tasso continua a salire pericolosamente fra adulti e bambini. I numeri parlano chiaro: secondo le stime dell'Oms sono un miliardo gli adulti sovrappeso nel mondo, di cui almeno 300 milioni dichiarati clinicamente obesi. Fra i 5 e i 17 anni, poi, un bambino su dieci è fuori forma e ben 45 milioni sono quelli obesi (circa il 3 per cento del totale). Per questo l’Uicc lavorerà con genitori, insegnanti e politici perché si portino avanti programmi che incoraggiano i bambini a seguire una dieta sana, fare sport e mantenere un peso corporeo salutare.
COLON, SENO, POLMONE - In Italia tra i tumori più frequenti ci sono quello al colon-retto, con 48mila nuovi casi all’anno, alla mammella (primo tra le donne con 40mila nuove diagnosi) e il tumore al polmone con 32mila, la neoplasia più diffusa tra gli uomini ultraquarantenni e tra quelle a più elevata mortalità. Grazie a screening, diagnosi precoci e innovazioni terapeutiche la lotta contro il tumore sta registrando molti successi, anche nei pazienti negli stadi più avanzati. «Per molti tipi di tumore abbiamo oggi farmaci efficaci e meno tossici. I farmaci anti-angiogenetici, e quelli biologici in generale, hanno cambiato molti paradigmi di trattamento» ha spiegato Alberto Sobrero, responsabile della divisione di Oncologia medica dell'ospedale San Martino di Genova.
"Alimentazione nella prevenzione del Tumore del Seno" - 20 febbraio 2009
Comitato A.N.D.O.S. onlus di Parma in collaborazione con Registro Tumori di Parma invitano tutti all'incontro con prof. Franco Berrino intitolato: "Alimentazione nella prevenzione del Tumore del Seno", venerdì 20 febbraio 2009 presso Auditorium di Banca Monte Parma, via Bruno Longhi, 9 - Parma.
vedi locandina
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