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Diritto all’oblio oncologico: la tutela è legge, ora anche nel mondo del lavoro

Dal dicembre 2023, il diritto all’oblio oncologico è stato ufficialmente sancito in Italia. Un passaggio storico per oltre un milione di persone guarite da un tumore da più di dieci anni, che non sono più tenute a dichiarare la propria malattia pregressa in situazioni cruciali della vita quali richieste di mutui, di adozioni, stipula di assicurazioni o partecipazione a concorsi pubblici.

Nel corso del 2024 diversi decreti attuativi ne hanno via via chiarito l’applicazione.

Il 2026 inizia con un’ulteriore buona notizia: con l’adozione del decreto interministeriale Lavoro–Salute del 20 gennaio il diritto all’oblio entra ufficialmente anche nel mondo professionale.

L’ANDOS Nazionale accoglie con soddisfazione questo importante risultato frutto anche dell’impegno delle associazioni dei pazienti, in particolare della FAVO, e delle evidenze emerse dalle indagini e analisi effettuate dall’ANDOS sul tema della Tossicità Finanziaria per le donne colpite da tumore al seno, un tema mai pienamente considerato.

Cosa prevede la Legge

La Legge 193/2023 riconosce il diritto a non fornire informazioni sulla propria storia clinica oncologica dopo un tempo definito dalla fine delle cure, variabile a seconda del tipo e dello stadio del tumore:

  • 10 anni nella maggior parte dei casi
  • 5 anni per chi ha avuto una diagnosi prima dei 21 anni
  • tempi più ridotti per alcune neoplasie a prognosi favorevole (ad esempio, il tumore della mammella in stadio I e II)

Nel 2024, tre decreti del Ministero della Salute hanno:

  • definito l’elenco delle patologie per cui valgono tempi inferiori a 10 anni
  • introdotto il modello ufficiale per richiedere il certificato di oblio oncologico, da ottenere gratuitamente e in 30 giorni
  • regolato l’utilizzo del certificato nel percorso di adozione

Il certificato può essere richiesto:

  • a strutture sanitarie accreditate (pubbliche o private)
  • a medici del SSN competenti per la specifica patologia
  • al medico di medicina generale

Novità introdotte dal Decreto Interministeriale Lavoro–Salute adottato il 20 gennaio 2026

  • Stop alle discriminazioni professionali. Le persone che hanno avuto un tumore non possono più essere escluse da concorsi, assunzioni, avanzamenti o rientri al lavoro per la loro storia clinica.
  • Tutela estesa ai lungoviventi oncologici. Le misure valgono anche per chi è in follow-up o assume terapie adiuvanti, ma non ha malattia attiva.
  • Più pari opportunità. Il decreto valorizza le competenze delle persone con esperienza oncologica e promuove misure concrete per l’inclusione: orari flessibili, mansioni adattate, lavoro ibrido o da remoto.
  • Politiche attive dedicate. È favorita l’inclusione nei percorsi di formazione, riqualificazione, reinserimento lavorativo (GOL e altri).
  • Confronto con le associazioni. Il decreto è il frutto di una consultazione pubblica con le organizzazioni dei pazienti, tra cui ANDOS, che ha portato istanze concrete e proposte recepite nel testo finale.

Un cambiamento culturale, non solo giuridico

La legge sul diritto all’oblio oncologico è prima di tutto un cambio di prospettiva: cancella lo stigma, rafforza l’idea che dal cancro si può guarire, e che le persone guarite non devono più essere definite dalla loro malattia e questo certamente riporta serenità e sicurezza.
Siamo però consapevoli che la norma per quanto ottima nel suo assunto non  basta ed è per questo motivo che l’ANDOS Nazionale continuerà a monitorare l’attuazione della legge e a sostenere il diritto delle donne operate al seno a essere pienamente riconosciute nella loro vita sociale, lavorativa e personale.

Per approfondimenti e modulistica aggiornata, visita il sito del Ministero della Salute.

Molto importante anche il provvedimento n. 169 del 15 gennaio 2026 dell’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) che si richiama all’art. 2 della L. 193/2023 che introduceva il diritto all’oblio oncologico nei contratti con le assicurazioni.

Quindi le compagnie assicuratrici non potranno più acquisire notizie sul rischio di patologia oncologica del contraente o dell’assicurato o sullo stato di salute dei suoi familiari. Per dare attuazione alla normativa nazionale l’IVASS ha dunque aggiornato tutti i moduli precontrattuali per i prodotti assicurativi, per quelli d’investimento assicurativo, per i prodotti assicurativi vita diversi dai prodotti d’investimento assicurativi, per le polizze multirischi e per le polizze danni.

Il provvedimento IVASS:

  • Chiarisce la definizione di “conclusione del trattamento attivo della patologia”, per la quale si deve prendere come riferimento, in mancanza di recidive, la data dell’ultimo trattamento farmacologico antitumorali, radioterapia o chirurgico.
  • Introduce l’obbligo di una specifica informativa sul diritto all’oblio oncologico, mediante il modulo unico precontrattuale da consegnare al cliente prima della stipula del contratto, e in caso di rinnovo dello stesso.
  • Vieta alle compagnie di acquisire informazioni sullo stato di salute per il tramite di visite mediche, accertamenti sanitari e soggetti diversi dal contraente o dall’assicurato, e in caso di informazioni già possedute dalla compagnia, ne inibisce l’utilizzo per la determinazione o la modifica di condizioni contrattuali.
  • Prevede l’obbligo di cancellazione delle informazioni già in possesso delle compagnie, entro trenta giorni dal ricevimento della certificazione che attesta l’avvenuto oblio oncologico.

In calce al provvedimento IVASS, in vigore dal giorno successivo alla pubblicazione, sono contenuti i nuovi moduli che le compagnie dovranno utilizzare per la stipula e il rinnovo dei contratti.


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