È battaglia legale sui test genetici

   

(Sportello Cancro, Adriana Bazzi, 07 giugno 2009) 

NUOVA POLEMICA

Il brevetto sui geni Brca 1 e 2, per predire il rischio di tumore al seno e all'ovaio, sarebbe incostituzionale negli Usa perché violerebbe il «Primo Emendamento»

MILANO - Il brevetto sui geni Brca 1 e 2, quelli che servono per predire il rischio di tumore al seno e all'ovaio, non solo è illegale, dal momento che i geni sono «pro dotti di natura» e per legge «non brevettabili», ma è anche incostituzionale perché violerebbe il Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'Ameri ca sulla libertà di parola, che garantisce la libera circolazio ne delle informazioni. Così sostengono gruppi di pazienti, associazioni femminili e società scientifiche che hanno ap pena citato in tribunale l'azienda Myriad, produttrice esclusiva del test, l'università dello Utah, che insieme a quest'ultima incassa le royalties, e l'ufficio brevetti ameri cano, l'Us Patent and Trademark Office. Non è la prima volta che si mette in discussione la brevettabilità dei geni, ma è la prima volta che lo fa un gruppo così folto e rappre sentativo, tanto che l'eco di questa clamorosa azione ha raggiunto, a Orlando, l'Asco, il congresso annuale della so cietà americana di oncologia clinica.
La storia comincia nel 2006 quando una donna, dopo un tumore al seno, decide di sottoporsi ad un esame dei geni Brca per valutare il rischio di tumore all'ovaio, ma non riesce a ottenere una 'seconda opinione' da un altro test: l'unico disponibile è infatti quello della Myriad. Si verifica quindi l’impossibilità da parte della paziente, la prima firmataria dell'azione legale, di acquisire informa zioni alternative e la violazione del Primo emendamento. L’accusa di illegalità fa invece riferimento a una sentenza del 1980 della Corte Suprema (causa Diamond v. Chakra bartyi) secondo cui un minerale o una pianta esistenti in natura non sono brevettabili. Secondo i querelanti c’è da parte dell'azienda un mono polio assoluto, che ostacola le verifiche cliniche, interferi sce con la ricerca e fa lievitare i costi (3.000 dollari a test negli Usa). E che diventa preoccupante dal momento in cui stanno arrivando sul mercato molti altri test che non soltanto identificano il rischio di malattia, ma che servi ranno sempre più a orientare le cure secondo quella che gli oncologi chiamano «medicina personalizzata» (non a caso quest'anno il titolo dell'Asco era 'Personalizzare la cura del cancro'). In altre parole: le terapie antitumorali (o più precisamente: quelle cosiddette a bersaglio moleco lare che colpiscono particolari proteine del tumore) si de cideranno sempre più in base a quella che è la «carta di identità genetica» del tumore stesso, identificabile appun to con i test. A formulare il verdetto sulla vicenda della Myriad sarà il tribunale del New York Southern District e non interes serà soltanto l'America, ma avrà certamente ripercussioni anche in Europa. Qui la situazione è un po' diversa rispet to agli Usa, perché il brevetto del Brca1, concesso dall'Eu ropean Patent Office, contiene un emendamento rispetto a quello americano: copre soltanto alcune mutazioni e co munque non contiene indicazioni che riguardano l'intero gene o eventuali nuove mutazioni scoperte. E non pone (apparentemente) limiti a nuove ricerche. Anche in Euro pa, però, rimane tuttora il monopolio dei prezzi.