All'Istituto tumori di Milano il primo ambulatorio per la menopausa precoce

   Sportello Cancro, Vera Martinella, Fondazione Veronesi, 16/12/2011

SONO 224 GLI OSPEDALI ITALIANI ATTENTI ALLE NECESSITÀ DELLE DONNE
Il servizio per le donne con cancro al seno premiato con i «bollini rosa» di Onda


MILANO - Ogni anno in Italia 45mila donne si ammalano di tumore al seno, la neoplasia più frequente fra le italiane prima dei 50 anni e la prima causa di morte per cancro nel sesso femminile. Per le pazienti la terapia ormonale e la chemioterapia contro questa patologia implicano, purtroppo, anche una menopausa precoce, con sintomi come ansia e repentini cambiamenti di umore, osteoporosi, disturbi sessuali e del sonno, solo per citarne alcuni. Per queste ragioni l’Istituto Nazionale dei Tumori (Int) ha creato il primo ambulatorio in Italia per la cura della menopausa precoce causata da carcinoma della mammella in cui lavora un team multidisciplinare costituito da senologi, ginecologi, fisiatri, dietologi, endocrinologi, sessuologi e psicologi che seguono la paziente e propongono una terapia che affronti ogni aspetto della patologia. «Nonostante i progressi recenti della chirurgia senologica e delle terapie – spiega Cristina Ferraris, chirurgo senologo e responsabile dell’ambulatorio del progetto Premio (pre-menopausa indotta da ormoni) all’Int - il tumore al seno ha ancora ricadute psicologiche importanti e le cure possono compromettere la fertilità delle pazienti. Le donne che si rivolgono a noi hanno disturbi che vanno dalle vampate di calore alle sudorazioni improvvise, dalle brusche variazioni dell’umore all’ ansia, alla facile irritabilità, all’aumento di peso. E ancora disturbi del sonno, sessuali e dell’apparato urinario, osteoporosi».

SOLUZIONI MIRATE SULLA SINGOLA PAZIENTE - Presso l’ambulatorio, a cui si accede con la semplice prescrizione del medico curante, vengono seguite oltre 250 pazienti ogni anno provenienti da tutta Italia. Gli specialisti raccolgono una dettagliata anamnesi delle pazienti per rilevare i sintomi e attribuire a ciascun disturbo un punteggio e stabilire così quali siano quelli più spesso ricorrenti e gravi. Questi sono monitorati con particolare attenzione durante gli incontri periodici che si svolgono circa ogni tre mesi. Sulla base delle priorità individuate e delle visite di controllo sono diagnosticati di volta in volta specifici esami e terapie. La multidisciplinarietà dello staff medico e la collegialità delle decisioni consentono una “personalizzazione” della terapia in modo da evitare che le cure per i differenti sintomi interferiscano tra loro. Inoltre, le pazienti possono usufruire del supporto degli psicologi, di una sorveglianza endocrinologica e di una corretta dieta elaborata dal dietologo sulla base di esami del sangue, profilo lipidico, glicemia e attività della ghiandola tiroide. «Anche grazie a questo servizio – concludono dall’Int – abbiamo ricevuto per la terza terza volta i tre “bollini rosa” dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (Onda), il massimo riconoscimento attribuito alle strutture sanitarie per l’attenzione alle donne e alle patologie femminili».

BOLLINI ROSA, 224 OSPEDALI PREMIATI - Ambienti protetti e servizi per il parto e per l’assistenza psicologica e psichiatrica delle future mamme, presenza di pubblicazioni scientifiche, studi e ricerche di eccellenza, produzione di opuscoli informativi, attività interne di associazioni di pazienti e punti di ascolto per le madri adolescenti. Ma anche altri piccoli servizi che cambiano l’approccio con l’ospedale: dalla disponibilità di parcheggi dedicati alle donne, ai servizi igienici separati, dai menù dedicati al rispetto religioso ai mediatori culturali femminili. È un’Italia che va, nonostante i grandi problemi economici e finanziari che deve affrontare quotidianamente sotto il profilo dei budget sempre più ridotti, quella che definisce il profilo delle 224 strutture ospedaliere premiate quest’anno (il quinto) con i bollini rosa di Onda. «Si scopre così un’Italia nuova, efficiente, funzionale, impegnata non solo nei grandi centri dotati di maggiori risorse economiche, ma anche nelle nostre province o nelle periferie – spiega la presidente di Onda Francesca Merzagora –. Scorrendo la lista degli ospedali premiati troviamo strutture piccole, ma organizzate in modo impeccabile, con servizi anche apparentemente banali, come l’assistenza psicologica, ma fondamentali se si vuole ad esempio aiutare le neo mamme ad essere serene e vicine ai loro bambini». Fra gli ospedali premiati non c’è nessuna rivoluzione apparente rispetto alla precedente edizione, ma «ora ogni bollino vale molto di più che in passato – conclude Walter Ricciardi, presidente di OsservaSalute e direttore dell’Istituto di Igiene dell’Università Cattolica di Roma -. Infatti quest’anno, grazie all’esperienza maturata, sono cambiati e divenuti più rigidi i criteri di assegnazione dei bollini, valorizzando soprattutto l’appropriatezza del percorso diagnostico terapeutico, con particolare attenzione al percorso della maternità e alle caratteristiche psico-fisiche della donna anche in questo periodo della vita».