Bassi livelli di glucosio sembrano legati al rallentamento del cancro al seno

   SanitàNews, 08/12/2011

Potrebbe essere la chiave per potenziare il fuoco di fila delle nuove target therapy contro il cancro al seno e al colon retto, prevedendo quale paziente rispondera' meglio alle cure. E' il glucosio: livelli bassi nel sangue, a digiuno e prima del trattamento, sembrano essere predittivi di una progressione della malattia al rallentatore, piu' lunga. E' quanto ha osservato un gruppo di ricercatori dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine di Philadelphia che, con l'italiana Human Health Foundation, ha presentato i risultati di uno studio multidisciplinare su 420 pazienti non diabetici in cura per un tumore al seno o per un carcinoma metastatico al colon retto con farmaci mirati. Gli esperti hanno rilevato un'associazione fra i livelli di glucosio e l'andamento della malattia trattata con le nuove molecole intelligenti. Associazione particolarmente significativa soprattutto per i pazienti con cancro al seno, spiegano gli scienziati nel lavoro pubblicato su Annals of Oncology. "Queste scoperte potrebbero avere importanti implicazioni cliniche sulla gestione e la prognosi dei pazienti colpiti da tumore al seno", spiega Maddelena Barba, Ph.D e primo autore dello studio. "Se nuovi studi sperimentali confermassero quanto da noi osservato - riflette - potremmo ipotizzare due conseguenze fondamentali: la prima e' che questi pazienti dovrebbero essere sottoposti a un controllo degli zuccheri nel sangue molto piu' serrato. La seconda e' che la soglia per il trattamento del glucosio cambierebbe radicalmente. Tutto questo potrebbe incidere sui tempi di progressione della malattia e incrementare la sopravvivenza, aprendo la strada a nuove esplorazioni della resistenza di fondo a terapie a base di farmaci a bersaglio".
Lo studio, commenta Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine, "compie un passo in avanti nella comprensione del complesso comportamento biologico di questo tumore aggressivo. Ora il prossimo step deve essere quello di approfondire la conoscenza delle funzioni delle molecole chiave coinvolte nella crescita delle cellule per progettare farmaci intelligenti in grado di bloccare il tumore", agendo con una precisione da cecchino.