Tumore al seno: la mammografia salva la vita

   Salute 24, red, 18/09/2012


Lo screening mammografico riduce la mortalità per tumore al seno e salva molte vite. È quanto emerge da uno studio promosso dall’Osservatorio nazionale screening, la rete di coordinamento nazionale degli screening oncologici del Ministero della salute, che ha sede presso l’Ispo, l’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica della Regione Toscana. Lo studio, realizzato con il contributo di ricercatori di nove Paesi europei, rappresenta un fondamentale contributo scientifico in una controversia pro e contro lo screening mammografico, che ha coinvolto non solo la stampa scientifica, ma anche l’opinione pubblica.

I risultati dello studio, pubblicati in un supplemento del Journal of Medical Screening, mostrano che per ogni 1.000 donne dai 50 ai 69 anni che si sottopongono allo screening mammografico ogni due anni, tra le 7 e le 9 donne si salvano proprio grazie alle mammografie eseguite e che 4 casi di tumore della mammella potrebbero essere “sovradiagnosi” (riconoscimento di tumori a bassa capacità evolutiva, e quindi potenzialmente non pericolosi). A fronte delle 67 donne che si ammalano di tumore mammario in assenza di screening. I benefici osservati in termine di vite salvate e in rapporto agli effetti collaterali (sovradiagnosi e falsi positivi al test) rafforzano la necessità di continuare a promuovere i programmi di screening, spiegano i ricercatori: “Questo lavoro collaborativo europeo – spiega Eugenio Paci dell’Ispo di Firenze, uno dei coordinatori del gruppo Euroscreen – offre la migliore informazione disponibile su potenziali danni e benefici, e permette alle donne una scelta informata e basata su solide evidenze scientifiche. Considerati i pro e i contro dei programmi di screening mammografici, i dati confermano quanto è stato osservato dal progetto Impatto, al quale hanno partecipato molti programmi di screening italiani. Nella realtà fiorentina è stata stimata una riduzione di quasi il 40% del numero di donne decedute per tumore della mammella, tra le donne 50-69 anni che hanno partecipato dal 1990 al programma di screening: circa 200 vite salvate”.