Accordo Menarini Oxford Bio per lo sviluppo di antitumorali

   Sanitànews, 30/10/2012

Avvicinare le cellule tumorali con 'anticorpi armati' che le individuano in mezzo a quelle sane, e le avvelenano grazie ad una tossina. Questo l'oggetto del contratto di ricerca e sviluppo congiunto tra Menarini e Oxford Bio Therapeutics, societa' internazionale leader nel settore delle biotecnologie, focalizzata sullo sviluppo di farmaci innovativi in ambito oncologico. L'accordo prevede lo sviluppo e la successiva commercializzazione di cinque farmaci, ciascuno dei quali si indirizzera' a diverse tipologie tumorali attraverso un meccanismo di azione innovativo. Gli investimenti previsti sfiorano gli 800 milioni di euro in un arco di tempo pluriennale. ''Si tratta di un progetto ambizioso e a lungo termine, che conferma la nostra filosofia: investire sul futuro e credere che sia ancora possibile, in Italia, fare ricerca di altissimo livello - spiega Lucia Aleotti, vicepresidente di Menarini -. La ricerca per un nuovo farmaco e' ad alto rischio di fallimento e dura mediamente 10-12 anni. Noi non vedremo i risultati di questo progetto prima del 2022, sempre che tutto vada bene''. Aleotti coglie l'occasione per lanciare un nuovo appello al Governo: ''Le leggi varate finora nel farmaceutico penalizzano le imprese che fanno innovazione a beneficio di chi fa imitazione. Abbiamo bisogno che questo trend si inverta per poter continuare a sostenere investimenti di questo livello, per il bene dei pazienti e lo sviluppo del Paese''. In particolare, Oxford Bio Therapeutics collaborera' con Menarini Biotech, centro per le biotecnologie in grado di sviluppare un farmaco biologico a partire dalla scala di laboratorio, passando dalla scala pilota, fino alla produzione su scala industriale. (Sn)