Presto nuovi test per il cancro al seno

   Molecularlab, Fonte: Cordis, 12/11/2012

I MEDICI POTREBBERO PRESTO AVERE A DISPOSIZIONE UN NUOVO TEST CHE LI AIUTERÀ A CURARE I MALATI DI CANCRO AL SENO

Il tamoxifene è usato insieme alla chemioterapia e alla radioterapia tradizionali, ed è progettato per prevenire che il cancro al seno si ripresenti. In particolare, il farmaco blocca l'ormone femminile estrogeno che, in certi tumori al seno, è necessario affinché il tumore cresca. È stato dimostrato che il suo utilizzo migliora fino a un terzo i tassi di sopravvivenza al cancro.
"Il tamoxifene si è dimostrato altamente efficace nei pazienti con tumore al seno se usato insieme a terapie oncologiche tradizionali. In un terzo dei casi, però, il risultato non è stato quello auspicato," ha detto il professor Göran Landberg che ha condotto lo studio. "Se siamo in grado di prevedere quali pazienti risponderanno al tamoxifene e quali invece no, allora questo è chiaramente vantaggioso, in quanto significa che viene somministrato immediatamente il trattamento corretto, permettendo così di ottenere migliori risultati terapeutici."
In un articolo CORDIS del 2008, il professor Sir David Lane ha parlato molto bene del farmaco. "Il tamoxifene è stato una storia di grande successo contribuendo a prevenire il ripresentarsi del cancro al seno in molte donne", ha detto. "È importantissimo capire la ragione per la quale a volte smette di funzionare, perché questo ci permette di identificare nuovi obiettivi nello sviluppo di farmaci e le persone che avranno bisogno di tali trattamenti.
Circa un terzo dei pazienti con il tipo adatto di cancro al seno - noto come cancro al seno positivo per il recettore degli estrogeni - non rispondono a tamoxifene o, peggio, sviluppano una resistenza al farmaco. Il cancro al seno positivo per il recettore degli estrogeni è la forma più comune della malattia e riguarda il 70 % dei casi.
Per questo motivo è così importante identificare un flag molecolare che aiuterà i medici a prevedere quali pazienti risponderanno meglio alla terapia ormonale complementare (adiuvante) con tamoxifene. "L'identificazione dei flag molecolari per classificare sottogruppi di cancro al seno e quindi determinare il miglior trattamento per ogni paziente, è di crescente importanza nella terapia del cancro," ha osservato il professor Landberg.
La ricerca ha studiato il tessuto connettivo circostante il tumore, che notoriamente invia segnali che aiutano il cancro a crescere. Quello che hanno scoperto è che i fibroblasti - le cellule che compongono il tessuto connettivo nel nostro corpo - si differenziano per le loro caratteristiche da paziente a paziente, e possono fornire indizi sulla risposta al trattamento con tamoxifene.
I loro risultati sono stati pubblicati sulla rivista PLoS ONE. L'autore principale di questo articolo, la dottoressa Susann Busch, ha parlato della scoperta e del collegamento con la proteina pERK: "Abbiamo analizzato campioni di tessuto di 564 donne con carcinoma mammario invasivo, ad alcune delle quali era stato somministrato il tamoxifene e ad altre no; questo ci ha permesso di fare un confronto tra le risposte al trattamento. Abbiamo scoperto che le donne che avevano bassi livelli di proteina pERK nei loro fibroblasti associati al tumore, non rispondevano al tamoxifene. Testare pazienti per il flag della pERK potrebbe aiutare i medici a determinare se il tamoxifene è un trattamento appropriato per i loro pazienti o se dovrebbero esplorare terapie alternative, risparmiando quindi tempo e denaro."
Il loro articolo conclude: "Riassumendo, il nostro studio sostiene l'idea che, oltre ai marcatori tumorali convenzionali, anche i biomarcatori stromali contengono informazioni predittive sul trattamento le quali potrebbero essere di grande valore per identificare sottogruppi di pazienti che potrebbero beneficiare di un trattamento endocrino."
I ricercatori intendono continuare a studiare i flag molecolari che sono caratteristici dei fibroblasti associati al cancro. Capire come i fibroblasti aiutano il tumore a crescere permetterà lo sviluppo di nuove strategie per bloccare i loro segnali nocivi e superare la resistenza ai farmaci.

L'Articolo scientifico
Busch, S., et al., "Low ERK Phosphorylation in Cancer-Associated Fibroblasts Is Associated with Tamoxifen Resistance in Pre-Menopausal Breast Cancer", PLOS ONE, 2012, 7(9), e45669. doi:10.1371/journal.pone.0045669