solo 8 regioni sono in regola con i LEA

   SanitàNews, 06/11/2012

I l rapporto del ministero della Salute sui Lea relativi all’anno 2010 , pubblicato pochi giorni fa sul sito del ministero evidenzia che sono soltanto otto le regioni promosse: Lombardia, Emilia Romagna, Umbria, Toscana, Marche, Veneto, Piemonte, Basilicata. Due regioni vengono “rimandate “ con debito perchè hanno comunque mostrato miglioramenti: Liguria ed Abruzzo. Bocciate senza appello Molise, Lazio, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Praticamente tutte quelle coinvolte nei piani di rientro dal deficit sanitario. Dal rapporto sono escluse Valle d’Aosta, Bolzano e Trento, Friuli Venezia Giulia e Sardegna perchè queste aree non rientrano nella ripartizione del 3 per cento del fondo sanitario nazionale destinato a chi rispetta i Lea. Il rapporto prende in considerazione tra l’altro le coperture vaccinali obbligatorie e quelle raccomandate; l’assistenza agli anziani ed ai malati cronici; la percentuale dei parti cesarei. Insomma tutte quelle prestazioni che rientrano nei piani di prevenzione e di assistenza del ministero della Salute e che vanno garantite ai tutti i cittadini gratuitamente o in alcuni casi dietro pagamento di ticket.Sulle vaccinazioni raccomandate per la primissima infanzia (morbillo, parotite, rosolia) è evidente la disuguaglianza tra la copertura vaccinale ottimale in quasi tutte le regioni, oltre il 90 per cento della popolazione interessata, e invece l’81 per cento della Campania e l’83 della Calabria oltretutto in forte diminuzione rispetto agli anni precedenti. Desta preoccupazione anche il dato sulla vaccinazione antinfluenzale per l’anziano in forte diminuzione nel 2010 rispetto agli anni precedenti: dal 62 del 2008 al 57,29 del 2010 in Lombardia; dal 68 del 2008 al 58,18 del 2010 in Campania; dal già scarso 70 per cento del 2008 al 55,83 del 2010 in Calabria. Un dato che quest’anno rischia di peggiorare a causa del ritiro precauzionale di due tipi di vaccino antifluenzale dal mercato a campagna di prevenzione già iniziata. Ancora insufficiente la diffusione degli screening per la diagnosi precoce dei tumori del collo dell’utero, del seno e del colon. Sulla base di un punteggio ideale dove il voto 9 indica una copertura sufficiente di test diagnostici sul territorio soltanto Emilia Romagna, Toscana, Veneto e Umbria registrano un numero sufficiente di test preventivi. Bocciate sul tema prevenzione Sicilia, Calabria, Puglia, Lazio, Campania.