Cachessia da cancro: individuato un possibile bersaglio terapeutico

   www.healthdesk.it, 24/02/2022

Lo studio
Il gruppo di ricerca guidato dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare in collaborazione con l’Università di Padova ha mostrato che l’attivazione della via di comunicazione cellulare Akt-mTOR può aiutare a recuperare la perdita di massa e forza muscolari dovuta alla cachessia


Un indebolimento generale, caratterizzato da perdita di massa e forza muscolare. È la cachessia, nota anche come “sindrome da deperimento”, una sorta di “esaurimento” del muscolo e del tessuto adiposo al quale vanno incontro molti pazienti con cancro. Ora, grazie a uno studio dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (VIMM) e dell’università di Padova, si aprono nuove prospettive di intervento per aiutare i pazienti colpiti da cachessia tumorale a recuperare massa e forza muscolari.

I ricercatori hanno infatti individuato un possibile bersaglio molecolare su cui intervenire per invertire il processo che porta al deperimento.

Lo studio, pubblicato sul Journal of Cachexia, Sarcopenia and Muscle, sostenuto da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, parte dal riconoscimento di una una via di comunicazione cellulare, chiamata via Akt-mTOR già nota per il suo ruolo nel mantenimento dell’equilibrio funzionale del muscolo.

«Si tratta di una via che, quando è attiva, promuove la crescita delle fibre muscolari. Allo stesso tempo, però, è noto che questa via è attiva anche in vari tumori. Per questo motivo alcune componenti di tale via sono il bersaglio di numerosi farmaci antitumorali, che hanno tuttavia come effetto collaterale un aumento del deperimento muscolare. Obiettivo della nostra ricerca è capire meglio che cosa succede alla via Akt-mTOR nel muscolo scheletrico in una situazione di cachessia tumorale, sia quando la si inibisce, sia quando la si riattiva», ha spiegato Bert Blaauw, a capo del progetto.

Gli scienziati hanno osservato che nei soggetti con tumore che mostrano deperimento muscolare, la via Akt-m TOR è meno attiva del normale. Inoltre, in esperimenti con animali di laboratorio, hanno dimostrato che la riattivazione della via tramite modifiche genetiche ha portato a un recupero quasi completo non solo della massa muscolare, ma anche della forza, accompagnato dal ripristino di caratteristiche molecolari che si erano alterate nel corso del deperimento.

Tra le strategie per per attivare la via Akt-mTOR, c’è anche l’esercizio fisico, anche se resta da capire quale tipo di attività fisica sia più efficace e quanto tempo sia necessario per ottenere risultati tangibili.

Un’altra opzione potrebbe essere farmacologica. «Ci sono gruppi di ricerca nel mondo che stanno lavorando a tecniche per veicolare farmaci in maniera precisa per un determinato tessuto. In futuro queste tecniche potrebbero, per esempio, permettere l’attivazione di Akt-mTOR solo nel muscolo scheletrico durante la cachessia tumorale», conclude Blaauw.

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