Tumore del seno: gli oncologi USA aggiornano le linee guida per i test genomici

   www.healthdesk.it, 05/06/2022

ASCO 2022
La Società americana di oncologia clinica (American Society of Clinical Oncology) ha esteso l’uso dei test genomici ad alcuni casi di tumore del seno: il test a 21 geni, Oncotype DX, è ora raccomandato nelle pazienti in postmenopausa con un massimo di tre linfonodi ascellari positivi. È anche l’unico consigliato alle donne in premenopausa con linfonodi negativi e può essere utilizzato indipendentemente dal rischio clinico.


A darne notizia sono gli esperti al Congresso dell’ASCO a Chicago.

Il test in questione è già stato utilizzato da oltre un milione di donne in 90 diversi Paesi di tutto il mondo, come ricorda Saverio Cinieri, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom). Ora l’aggiornamento delle linee guida «offre ulteriori possibilità agli specialisti nell’individuare i rischi e i benefici di una chemioterapia. Tutto questo – sottolinea Cinieri - è un indubbio vantaggio sia per i pazienti che per i sistemi sanitari».

In Italia, tuttavia, questi esami non sono ancora sufficientemente utilizzati. Per esempio non tutte le Breast Unit attive nel nostro Paese ordinano regolarmente tutti e tre i test disponibili. «Va incentivato il loro utilizzo - auspica allora Maria Vittoria Dieci, professore associato di Oncologia medica all’Università di Padova - nell’interesse di tutta la collettività. Ricordiamo che poco meno di un anno fa il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato il decreto attuativo per la creazione di un fondo da 20 milioni di euro per l’acquisto di test genomici. Ci sono poi voluti altri mesi perché tutti e 21 i nostri sistemi sanitari regionali recepissero il provvedimento e rendessero effettivamente gratuiti per tutte le pazienti questi fondamentali presidi sanitari. Ora è giunto il momento di favorirne la diffusione, anche migliorando la preparazione degli specialisti».

Con qualche avvertenza, però. «I test genomici rappresentano una preziosa risorsa – avverte infatti Dieci - ma non possono essere prescritti a tutte le pazienti. Vanno utilizzati in casi specifici, per poter essere così realmente efficaci. Ogni anno si calcola che in Italia siano oltre 55 mila le donne colpite da neoplasia mammaria. Circa due su tre sono tumori HR+ ed HER2-, oltre il 90% dei carcinomi non è metastatico al momento della diagnosi e due pazienti su tre risultano in post menopausa».

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